Tokyo Ghoul – Il Film
5 Aprile 2018Tokyo Ghoul – Il Film è l’adattamento live-action dell’omonima serie di Sui Ishida.
Trama
Il Film adatta il primo arco narrativo del Manga, ovvero l’inizio della serie stessa, quando il giovane studente Ken Kaneki diventa vittima di Rize e successivamente un Ghoul, l’incontro con l’Anteiku e il primo scontro con la CCG, fino allo scontro finale con Kureo Mado e Kotaro Amon.
Scheda
Scheda Film
| Titolo Originale | Tōkyō Gūru |
| Regia | Kentarō Hagiwara |
| Soggetto | Sui Ishida |
| Studio | Geek Sight |
| Musiche | Don Davis |
| Produttore Italiano | Dynit |
| Curiosità | Questo è il secondo titolo della rassegna Anime al Cinema 2018. |
Recensione
Amici, vedere il film di Tokyo Ghoul è stata un’esperienza davvero molto particolare. Apprezzo e non mi dispiace la recitazione giapponese, soprattutto quando si tratta di Kamen Rider (di cui ho visto buona parte della serie), e gli adattamenti di Death Note, fino a Light Up The New World. Questo quindi non è stato il primo adattamento che ho visto, eppure è stata una nuova esperienza a tutti gli effetti. Una delle peculiarità di Tokyo Ghoul è che il contesto è assolutamente verosimile: l’ambientazione, la peculiarità e la caratterizzazione dei personaggi, la presenza stessa dei Ghoul come pericolo incombente e spaventoso; tutto questo permette al lettore/spettatore della serie di entrare al suo interno, vivendo da una prospettiva “interna” ciò che accade a Ken. Quando tutto questo viene trasposto e proposto da attori in carne ed ossa, si avverte fortemente che non è un’opera realistica. Questo non per la parte recitativa in sé o per la tematica soprannaturale, quanto piuttosto per la scelta della computer grafica (che è palesemente differente rispetto a tutto il resto) e il voler riproporre le stesse espressioni e atteggiamenti del Manga e dell’Anime. Vedere la scena in cui Ken perde il controllo per la prima volta contro Nishiki è stato quasi imbarazzante per me, divertente, innaturale e ai limiti del ridicolo. Alcune scelte espressive di Ishida sono infatti accettabili e apprezzabili nel loro contesto narrativo perché, anche se potrebbero risultare poco naturali, cercano comunque di rimandare al reale. Quando invece si vede una persona fare determinate scene, con atteggiamenti ed espressioni di un Manga/Anime, beh allora si incorre nel rendere tutto meno credibile e interessante.
Credo fermamente che adattare un prodotto simile significa portare l’essenza del personaggio, per ciò che ha dentro, ciò che prova e che trasmette a chi gli sta intorno, magari caratterizzandolo nel vestiario (impossibile pensare a Rufy ad esempio senza il suo cappello), però ciò non significa copia/incollare il personaggio. Avrei decisamente preferito scelte diverse nelle espressioni e nelle movenze, non soltanto nella scena specifica ma in generale: nello scontro con Amon ad esempio, la fisica scompare del tutto, mentre altre volte i personaggi fanno scelte stupide (e qui non faccio esempi).
Una cosa che è stata enfatizzata e che fa davvero impressione (in tutti i sensi), è la parte horror: fa molto più effetto vedere corpi smembrati e dilaniati, il che personalmente ha fatto specie, ma per gusto personale ammettendo però che questo particolare è molto intrigante.
La regia e le ambientazioni sono buone e le.musiche adatte alla situazione.
Il pregio più grande della serie è però senza dubbio, quello di permettere la fruizione di questo titolo a molte più persone rispetto ai soli appassionati, permettendo quindi di avvicinare e magari appassionare all’opera originale, anche i non fruitori di Manga e Anime.
Tirando le somme Tokyo Ghoul – Il Film è senz’altro Tokyo Ghoul, ma non ho affatto provato le stesse emozioni e coinvolgimento della serie originale, sentendomi molto spesso disorientato e confuso.
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