Mobile Suit Gundam Gquuuuuux

3 Giugno 2025 0 Di Akumetsu

Cosa sarebbe accaduto se Zeon avesse vinto la Guerra contro la Federazione Terrestre? Scopritelo in Mobile Suit Gundam Gquuuuuux.

Mobile Suit Gundam Gquuuuuux

Mobile Suit Gundam Gquuuuuux

Trama


La storia è ambientata nell’Universal Century ma non quello che tutti i fan di Gundam conoscono, ma uno nel quale il principato di Zeon è riuscito a vincere la Guerra di un Anno contro la Federazione Terrestre.

Questo grazie al fatto che Char Aznable è riuscito a mettere le mani sull’RX-78-2, il primo Gundam mai creato e anche alla White Base, entrambi prototipi sviluppati (come ben sapranno i fan) per mettere la parola fine alla guerra contro il principato di Zeon, militarmente molto più avanzato.

Char riesce comunque a farsi conoscere come la Cometa Rossa, e ad imporsi sul campo di battaglia fino a scomparire, però, in un misterioso incidente conosciuto come Zeknova.

Da quel momento in poi Zeon non ha mai smesso di cercare il suo prodigioso pilota, inseguendo le tracce in lungo e in largo per lo spazio.

Intorno alla Colonia spaziale di Side 6 si dice sia stato avvistato un mobile suit dalle incredibili capacità, che si scoprirà essere proprio l’RX-78-2 di Char Aznable. Per questo motivo un gruppo segreto di Zeon guidato da Challia Bull (che in questa serie non è morto) cerca di avvicinarsi al Gundam con un nuovo prototipo, il gMS-Ω GQuuuuuuX, senza però riuscire a stabilire una comunicazione.

Dall’incontro tra i due scaturisce anzi uno scontro, che evidenzia anche l’impossibilità, da parte del GQuuuuuuX, di sfruttarne il pieno potenziale e che porta il Gundam a finire sconfitto all’interno della colonia con il pilota sbalzato dalla cabina di pilotaggio.

In questo momento la giovane Amate Yuzuriha si imbatte nel Gundam e, quasi come se fosse un segno del destino, entra al suo interno, riuscendo a stabilire una vera e propria connessione con esso.

Si attiva così appieno il GQuuuuuuX e per aiutare il Gundam Rosso a fuggire, sconfigge le forze di polizia, per poi scappare a sua volta aiutata dall’organizzazione clandestina Pomerania che capisce di poter sfruttare la situazione per mettere le mani sul Gundam.

Scheda


Scheda Anime

Autori
  • Hajime Yatate
  • Yoshiyuki Tomino
Regia Kazuya Tsurumaki
Sceneggiatura
  • Yoji Enokido
  • Hideaki Anno
Character Design
  • Take (originale)
  • Yumi Ikeda
  • Shie Kobori
Mecha Design
  • Ikuto Yamashita (originale)
  • Se Jun Kim
Musiche
  • Yoshimasa Terui
  • Masayuki Hasuo
Studio
  • Sunrise
  • Studio Khara
Episodi 5 [In Corso]
Distributore Italiano Prime Video[Vai a Streaming su Prime Video]

Storia Editoriale


Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX (Kidō senshi Gandamu Jīkuakusu), nasce dalla collaborazione tra Sunrise e Studio Khara (Neon Genesi Evangelion). Questa serie rappresenta la sedicesima iterazione all’interno del vasto universo narrativo di Gundam e si distingue per essere la seconda serie TV del franchise a essere trasmessa durante l’era Reiwa in Giappone. Inoltre, prosegue il trend avviato da Mobile Suit Gundam: The Witch from Mercury presentando per la seconda volta consecutiva un personaggio principale di sesso femminile.

Alla guida del progetto figura Kazuya Tsurumaki come regista, mentre la sceneggiatura porta le firme di Yoji Enokido e Hideaki Anno. Il design dei personaggi è opera di Take, mentre Ikuto Yamashita si è occupato della progettazione dei mecha. Un adattamento cinematografico che rielabora i primi episodi è stato distribuito nelle sale da TOHO il 17 gennaio 2025. La trasmissione televisiva della serie è invece iniziata nell’aprile dello stesso anno, mentre è distribuita a livello internazionale (anche nel nostro paese) da Prime Video.

Recensione


Amici, sono abbastanza confuso su Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX. La mia confusione nasce dal fatto che ci sono elementi dell’incipit di questo progetto che mi impediscono di apprezzarlo, mentre altri che lo rendono decisamente affascinante.

Partiamo dagli elementi che non mi piacciono, ovvero dalla protagonista. Non mi dà fastidio il fatto che la protagonista sia una donna quanto piuttosto quello che fa; anche in questo caso, così come in The Witch from Mercury, la protagonista utilizza il Gundam per futili motivi, senza avere contezza di trovarsi su uno strumento di morte. Scrivo questa recensione dopo aver visto i primi 4 episodi e aver assistito allo scontro contro Shiiki Sugai, una ex pilota della Federazione nota come La strega che ha un conto in sospeso con il Gundam. [SPOILER ALERT] Ora, posto che trovo assurdo che la donna sia disposta a perdere la vita per distruggere non il pilota che le ha portato via il partner, quanto il suo strumento, ovvero il Gundam, ho trovato ancor più assurdo che la reazione di Amate di fronte al fatto che il suo idolo Shuji le toglie la vita deliberatamente senza essere obbligato a farlo, la sua reazione è quella di sentirsi “spronata” a fare di meglio per essere all’altezza come pilota per poterlo seguire nel suo obiettivo di andare sulla Terra.[FINE SPOILER].

Trovo che la “leggerezza” della protagonista sia quanto mai irritante, a maggior ragione perché la serie non nasce come in progetti decisamente commerciali come Build Fighters, ma come Anime che vuole portare avanti i temi classici e nobili che contraddistinguono l’epopea Gundam.

Altra cosa che non riesco a farmi andare bene è il fatto che, anche in questa occasione, si segue questo nuovo trend di sfruttare i mobile suit per delle battaglie di “esibizione”.
Se in The Witch from Mercury i piloti si affrontavano per avere la mano della co-protagonista, in questo caso le battaglie sono clandestine, mettendo di fronte squadre di due membri per guadagnare dei soldi, con la vittoria che viene decretata da chi riesce a colpire la testa del mobile suit rivale.

Passando invece alle cose che mi sono piaciute partiamo proprio dal contesto narrativo, ovvero un universo nel quale le forze di Zeon hanno avuto la meglio. Non che sia mai stato un fan di Zeon né ho mai apprezzato pienamente la figura di Char Aznable (seppur riconoscendone l’appeal) eppure un contesto nel quale il conflitto non è pienamente bellico quanto politico è estremamente interessante, soprattutto pensando a come e perché si stiano sviluppando dei Mobile Suit.

Parlando proprio di mecha, questo è un altro degli aspetti che mi intrigano più di Gundam GQuuuuuuX: vi dico sin da subito che detesto profondamente il design della testa della nuova versione dell’RX-78-2, troppo squadrata e con quegli occhi inquietanti come poche cose al mondo; il GQuuuuuuX invece è molto bello, intrigante, ma soprattutto sfrutta una tecnologia che mi ricorda tantissimo quella dello Unicorn e che quindi, potenzialmente, potrebbe portare a evoluzioni narrative molto interessanti.
Emblema di tutto ciò è proprio il rapporto tra Shuji e il Gundam Rosso, che sembra avere una vera e propria coscienza che comunica con il ragazzo.

I personaggi al momento non sono molto sviluppati ma confido che ciò avvenga, il ritmo è buono e le vibes alla Evangelion ci sono, anche molto marcate; spero che le influenze di Hideaki Anno portino sviluppi però che si distacchino dalla sua creatura e che possano pienamente integrarsi nei temi cari all’universo narrativo Gundam, piuttosto che portare ad una derivazione di Evangelion in un contesto non apocalittico.

Il comparto tecnico al momento è di ottima fattura, prestando molta cura alle animazioni e ai combattimenti, seppur la computer grafica si noti, in alcuni casi più di altri.

In definitiva guarderò con attenzione Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX, augurandomi vivamente che le mie riserve possano essere sciolte e che possiamo, tutti noi fan dell’epopea Gundam, ammirare una serie degna del brand che rappresenta.

Conclusioni Finali (a serie completa)

Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX

Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX

Ho appena finito di vedere l’ultimo episodio di Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX e devo dire che ne sono rimasto totalmente affascinato. Finalmente ho potuto rispondere alla grande domanda che mi sono sempre posto su questa serie, ovvero se Gundam GQuuuuuuX alla fine della sua corsa si sarebbe potuta definire come una serie Gundam in tutto e per tutto e la risposta è: sì e no!
In realtà è impossibile poter fornire una risposta univoca a questo interrogativo, che sicuramente si saranno posti tutti i Gundam-fan del globo, quindi proverò a spiegarlo qui di seguito.

Partiamo col dire che Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX unisce in maniera organica i mondi narrativi ed ideologici di Hideaki Anno con quello che Gundam ha sempre voluto raccontare, ovvero la battaglia delle nuove generazioni per affermarsi nel mondo scalzando le vecchie generazioni e il loro attaccamento morboso e spasmodico al potere.

Questa serie, come ho già scritto nella Recensione, è partita con dei presupposti che sono tutt’altro che da serie Gundam. Però sono dei pretesti che consentono alle protagoniste di entrare in contatto con quello che sarà il vettore della serie, Shuji, che metterà tutti i tasselli al loro posto per riuscire a portarle a compimento quella che è la sua missione principale di cui non vi parlo, naturalmente, per non spoilerare.

Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX è riuscita davvero ad emozionarmi nel profondo, non soltanto per qualità tecnica e realizzativa davvero magistrale con degli scontri negli ultimi tre episodi ancora più meravigliosi ed eccellenti rispetto a tutto il resto della serie, ma soprattutto per le tematiche; la sorpresa più grande è stata la crescita della protagonista Amate/Machu che da combattente per gioco diventa una vera donna, crescendo al punto tale da riuscire a comprendere a tutti gli effetti, quelli che sono i sentimenti delle persone coinvolte nel conflitto, soprattutto i personaggi che saranno i cardini dello sviluppo narrativo, ovvero Char Aznable e Lalah.

Forse più che in altre serie Gundam, la nostra Machu riesce effettivamente ad entrare nel cuore dello spettatore perché riesce effettivamente a comprendere quelli che sono i sentimenti delle persone coinvolte e riesce effettivamente a comprendere Shuji anche quando si rende conto che tutto ciò che sta facendo il ragazzo comporta in realtà negare quell’amore che lei prova per lui. Nel momento decisivo, la ragazza riesce a dimostrare una forza d’animo davvero strepitosa, attivando o meglio liberando a tutti gli effetti il potere insito nel GQuuuuuuX ovvero l’Endymion, riuscendo così ad esprimere tutto quello che è il suo potenziale, contribuendo a mettere la parola fine al conflitto.

Questa serie è davvero riuscita a collegare i mondi di Hideaki Anno e Gundam, mettendo proprio al centro quest’ultimo; ciò che diventerà centrale, nel corso degli episodi, è infatti la prima serie Gundam mai creata, scoprendo quanto sia forte e potente il legame a quella serie, rendendola un elemento nevralgico per lo sviluppo di Gundam GQuuuuuuX. Attraverso la tecnologia della Zeknova o meglio della tecnologia che si costruirà intorno a questo fenomeno, diventerà fondamentale la figura di un’altra vecchia conoscenza per tutti i fan della prima iconica serie Gundam, ovvero Lalah Sune. Da qui si svilupperanno una serie di dinamiche che forse una serie Gundam “classica” non ci avrebbe mai potuto portare. Ecco che attraverso questo espediente si impone quello che è il mondo creativo di Hideaki Anno che soprattutto nell’ultima tetralogia di Evangelion abbiamo potuto apprezzare, anche grazie ad una maturità tutta nuova, riuscendo addirittura a fare dei parallelismi e dei collegamenti che rompono la quarta parete, parlando direttamente allo spettatore.

Come nell’ultima versione di Evangelion, la narrativa del sensei si sviluppa attraverso la sua capacità di narrare attraverso i suoi personaggi che crescono, intrecciando rapporti sempre più stretti tra loro. Machu, Nyaan, Shuji ma anche Char e Challia Bull sono personaggi davvero molto frastagliati, interessanti, intriganti, senza dimenticare il ruolo dei Mecha che diventano protagonisti attivi e non passivi.

Attraverso l’epopea Gundam siamo stati abituati a vedere i Gundam come delle armi estremamente potenti che riescono a sovvertire le sorti di una battaglia o addirittura di una guerra da soli, consapevoli però che sono sempre degli strumenti, anche in serie come Mobile Suit Gundam Unicorn, in cui appunto lo Unicorn, così come anche le altre interazioni come il Banshee Norn oppure il Phenex sono dei mobile suit dalle capacità straordinarie, ma non hanno mai una coscienza.

Hideaki Anno, proprio come fatto in Evangelion, crea dei Gundam che posseggono una vera e propria coscienza ed attraverso quest’ultima, oltre ai legami ed i sentimenti instaurati con il pilota, diventa un personaggio attivo della serie distaccandosi dal concetto di mero strumento nelle mani del pilota. È davvero bellissimo vedere il legame positivo tra il GQuuuuuuX e Machu, così come è stato bellissimo vedere anche il GFred e Nyaan, definibile solo come un rapporto, a tutti gli effetti, di amicizia venendo accettate, accolte e supportate in toto, dai loro Gundam.

Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX è però anche una serie corale, riuscendo a portare avanti anche le varie sottotrame che vedono il conflitto intestino al principato di Zeon portato avanti tanto da Char quanto da Challia Bull contro Jiren e Kycillia.
Sono rimasto estremamente soddisfatto dal come le varie sottotrame, i misteri e le macchinazioni siano riuscite ad essere sviluppate e giungere ad un finale soddisfacente, con quella politica di cui parlavo nella mia recensione che diventa sempre più forte e palese all’interno di questa serie e che porta ad un ad una rivelazione finale che è semplicemente spettacolare.

Forse il ritmo è stato un pochino troppo incalzante nel finale ma secondo me è giustificabile dal fatto che la serie si doveva concludere in 12 episodi e onestamente l’ho nettamente preferita ad una serie più lunga ma inutilmente dilatata come in The Witch From Mercury.

In definitiva non posso che essere assolutamente contento di aver visto questa serie, ammettendo di essere riuscito ad emozionarmi così tanto come non mi succedeva davvero da tanto, forse troppo tempo, dai tempi di Iron-blooded Orphans.
Una serie semplicemente fantastica che forse ha delle forzature che risolve alcune situazioni in maniera molto semplice (come il cambio di vestiario di Char Aznable negli ultimi episodi e non aggiungo altro…)  però a prescindere da questo riesce davvero ad essere incisiva ad essere il riflesso di qualcosa di molto ragionato e soprattutto di sentito. Una serie che parla direttamente allo spettatore, portando quello che è il mondo di Hideaki Anno, riuscendo ad integrarlo in maniera omogenea con quello che è l’universo Gundam.
Quindi io non posso che consigliare questa serie tanto ai fan dell’epopea Gundam ai fan di Hideaki Anno ma anche in generale a tutti coloro che vogliono imbarcarsi in un’avventura ricca di combattimenti di azione di mistero di colpi di scena, ma anche di sentimenti di una carica emozionale sempre viva. Forse Mobile Suit Gundam GQuuuuuuX rappresenta anche il punto ideale di ingresso in quella che è un’epopea straordinaria come quella di Mobile Suit Gundam.

Trailer