Bang Brave Bang Bravern
11 Aprile 2024Quando l’umanità viene minacciata dai Deathdrivers, soltanto Isami Ao ed il mecha Bravern potranno contrastarli! Questo e tanto altro in Bang Brave Bang Bravern!
Trama
Isami Ao è un pilota di mecha davvero formidabile; durante un addestramento congiunto con le forze di difesa americane ad Oahu, incontra il pilota di mecha Lewis Smith, da cui subito viene notato.
Nonostante Isami sia totalmente freddo nei confronti del pilota americano, Lewis invece lo stima al punto tale da volerlo sfidare in battaglia; peccato che prima che questo possa avvenire degli oggetti non identificati entrano nell’orbita terrestre.
Delle navicelle spaziali a forma di gigantesche torri si piazzano al suolo in tutto il mondo, dalla quale spuntano dei mecha che iniziano il loro attacco su vasta scala. Non è esente la base di Oahu, che schiera i suoi uomini e prova a contrastare gli invasori la cui avanzata tecnologia però li rende praticamente invincibili.
Nel momento più buio però emerge un eroe: il suo nome è Bravern, un mecha che con pochi attacchi riesce a fare incetta di nemici. Il suo vero potere però può essere liberato solo da Isami, a cui chiede di entrare dentro di sé e pilotarlo!
Seppur con non poche riluttanze, il ragazzo accetta, dando il via al contrattacco dell’umanità contro i Deathdrivers!
Scheda
Scheda Anime
| Titolo Originale | Yūki Bakuhatsu Bān Bureibān |
| Autore | Cygames |
| Regia | Masami Ōbari |
| Sceneggiatura | Keigo Koyanagi |
| Musiche | Takashi Watanabe |
| Studio | CygamesPictures |
| Episodi | 12 completa [Vai a Lista Episodi] |
| Genere |
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Storia Editoriale
Bang Brave Bang Bravern nasce da Cygames, che ha animato l’Anime presso i suoi studi, CygamesPictures, affidando la regia a Masami Ōbari, la composizione della serie a Keigo Koyanagi, il mecha design a MORUGA e Mizuki Sakura, ed il character design a Kouichi Motomura basato sul design originale creato da Kamokamen.
La serie arriva anche in Italia grazie a Crunchyroll.
Recensione
Amici, con Bang Brave Bang Bravern ho preso una grossissima cantonata: mi aspettavo di ritrovarmi di fronte ad una serie mecha vecchio stile, con tanti combattimenti, trasformazioni e quant’altro…ed in sostanza in realtà lo è…ma ha tantissimo altro che la rende una serie a dir poco…assurda!
Sicuramente chi tra di voi non conosce o non apprezza il genere mecha potrà obiettare sul termine “assurdo” visto che si parla di robot giganti ed alieni con manie di conquista, però cercate di capire il punto di vista di chi, come me. È cresciuto a pane e robottoni.
I canoni classici dei mecha classici vedono il genere umano affrontare una minaccia aliena che può essere combattuta solo con l’ausilio di un robot (costruito dal genere umano stesso oppure proveniente da un altro pianeta); il rapporto tra pilota e mecha è fortissimo, ed il robot, seppur nella stragrande maggioranza dei casi non sia senziente, diventa un protagonista assoluto della serie, considerato un vero e proprio partner, facendo si che anche gli scontri più difficili possano vedere la vittoria dell’umanità, rendendo pilota e mecha dei veri e propri eroi.
In questo Bang Brave Bang Bravern rispetta tutti questi crismi ma prendendosi troppo sul serio e rendendosi ridicola contemporaneamente più e più volte, in un turbinio di emozioni contrastanti che non potranno che confondervi e farvi domandare “ma che sto guardando?”.
Dopo il primo episodio, con la sigla d’apertura galvanizzante come quella di Yūsha Ō Gaogaigar, pensavo che mi sarei goduto una serie non brillante, semplice ma che mi avrebbe fatto riviere la mia infanzia…ed invece mi sono ritrovato con un secondo episodio che ha iniziato a smantellare poco per volta tutte le mie convinzioni.
Partiamo dal fatto che il mecha di turno, Bravern, è senziente, può combattere in autonomia ma vuole a tutti i costi Isami “dentro di sé”, con dei doppi sensi che sono del tutto voluti, oltre che spudorati; non solo: Bravern vuole essere considerato un eroe, sempre e comunque, parla con grandi metafore, combatte annunciando i suoi colpi e le armi…insomma si rende cringe ad ogni piè sospinto.
Isami invece è l’indecisione fatta persona: viene presentato come un freddo pilota di mecha, diventa una mammoletta per poi riprendersi, diventare poi ancora più mammoletta di prima, per poi iniziare ad innamorarsi di…Lewis Smith (su questo elemento ci tornerò dopo) e diventare una sorta di divinità del combattimento….bah.
Lewis Smith, il principe azzurro, bello bravo, simpatico, sembra anche uno sciupafemmine di prima categoria, salvo poi invaghirsi maledettamente (anche se all’inizio non lo sa…ma lo spettatore lo intuisce subitissimo) di questo pilota nipponico freddo e calcolatore, finendo per fare di tutto per lui, tutto!
Lulu, il personaggio carinissimo e pucciosissimo che serve ad ogni anime mecha classico che sarà molto più determinante di ciò che si possa credere all’inizio…ma che finirà per avere un rapporto quanto mai bizzarro con un personaggio della serie di cui non vi parlerò per non spoilerare.
A tutto questo aggiungiamo una trama che è lineare, di base, anche se è appena accennata; non verranno mai fornite informazioni più approfondite né sulla tecnologia dei Deathdrivers, né sul Bravern, né tantomeno sui viaggi nel tempo che verranno messi in atto nel corso della serie così…a caso.
Parliamo poi di un elemento che non riuscivo a comprendere all’inizio e sul quale ho avuto successivamente un’epifania dopo qualche ora dopo aver visto l’ultimo episodio: l’elemento omoerotico.
Sin dal secondo episodio è palese che la serie strizzi l’occhio ad allusioni sessuali che hanno però come protagonisti i personaggi maschili e la cosa in sé non è disturbante, nel senso è giusto e normale che in qualsiasi produzione possano essere inserite relazioni omosessuali; in questo anime, però, sono dapprima solo accennate, poi quando diventano più palesi sembrano che nessuno riconosca la relazione amorosa tra Isami e Lewis, per poi esplodere dirompente e diventare…cringe! Quello che ho trovato terribilmente irritante è che la relazione sia stata totalmente ridicolizzata da una “trattazione” alla “commedia romantica scolastica che ha tutt’altri presupposti; non è possibile che, in un contesto di guerra, con i protagonisti straziati dal dolore delle perdite dei propri compatrioti e civili in generale, possano poi saltare in torno come scolarette innamorate e/o guardarsi arrossendo mentre si guardano negli occhi. L’ultimo episodio è la quintessenza di tutto ciò che sto provando ad esprimere, facendomi infastidire a più riprese…per non parlare per alcune scelte narrative su cui è meglio sorvolare.
L’epifania è giunta proprio confrontando i mecha classici a queste dinamiche, raggiungendo la convinzione che questi elementi sono stati inseriti per un unico motivo: attirare il pubblico femminile.
Pensate a Il Grande Mazinga, Jeeg Robot, Gao Gai Gar oppure al più recente Gurren Lagann: le relazioni eterosessuali sono ampiamente preseti, l’amore tra il protagonista maschile e femminile è fondamentale, diventa sempre più importante anche nello sviluppo della trama, diventando uno dei motori della storia ed in questo Bang Brave Bang Bravern è una serie mecha che rispetta anche questi criteri, ma inserendo di base una relazione omosessuale. Quindi il mio essere spiazzato veniva da questo forte cortocircuito, ovvero il vedere una serie mecha che ritenevo classica ma con questo elemento fortemente discordante perché non inizialmente palese, che diventa poi sempre più evidente ma ridicolo al tempo stesso.
Dal punto di vista puramente artistico Bang Brave Bang Bravern è una serie davvero molto ben fatta, partendo dal character design passando per il mecha design (con un Bravern e le sue “evoluzioni” davvero bellissime9, ottimo il rimando ad altre serie classiche come God Gravion (nel design di una delle evoluzioni di Bravern) oppure nella leva della trasformazione alla Getter Robot, ottime animazioni e computer grafica che rende belli anche gli scontri in cui è usata solo questa tecnica.
In sostanza Bang Brave Bang Bravern è un Anime che non mi sento di consigliare…ma neanche di sconsigliare. Se siete, come me, amanti delle serie mecha classiche oppure ricercate una serie mecha complessa, con una trama stratificata che non sia solo combattimenti, allora lasciate assolutamente perdere. Se siete invece aperti anche ad una rivisitazione dei canoni classici oppure volete vedere una serie mecha anche assurda senza pretese, allora potete anche guardarla…anche, mi raccomando!




