Heart Gear
21 Marzo 2023È possibile per un androide sviluppare un’anima? Scopritelo in Heart Gear!
Trama
Ci troviamo in un mondo post apocalittico, devastato totalmente dalla terza guerra mondiale; dopo 200 anni dalla fine del conflitto, del genere umano non è rimasta quasi più traccia, ed il mondo è ormai popolato soltanto da ciò che resta del massimo del proprio ingegno: i Gear.
Queste macchine rappresentano la vetta estrema della tecnologia umana, sviluppate da intelligenze artificiali dapprima capaci di valutare al meglio specifiche situazioni e poi fatte progredire fino a donargli libertà d’azione, soprattutto quando queste sono state impiegate sul campo di battaglia.
I Gear di terza e quarta generazione sono stati la causa dello sconvolgimento del mondo durante il conflitto non soltanto in campo bellico, ma anche nella vita di tutti i giorni, facendo sì che le compagnie che li sviluppavano assumessero sempre più potere, al punto da soppiantare il concetto di nazione con quello delle corporazioni, dividendo il mondo in tre grandi blocchi.
I Gear hanno avuto modo di evolversi esponenzialmente quando ad ognuno di loro è stato fornito un Programma di Base, una vera e propria missione principale intorno alla quale si dava la possibilità di costruire autonomamente il proprio io; così facendo, i Gear hanno avuto la capacità di emulare quelli che sono i sentimenti umani come l’empatia, la gioia, la soddisfazione, rendendoli ancora più efficienti.
I Gear, nel presente, popolano il mondo, continuando nei loro compiti e riuscendo a mantenere coscienza di sé, almeno per chi è capace di rifornirsi costantemente e riparare le proprie parti; per quelli che non ci riescono il destino è uno solo: diventare dei Berserker, macchine che perdono la ragione e che assumono comportamenti autolesionisti o, nel peggiore dei casi, distruggendo tutto ciò che incontrano sul loro cammino.
La protagonista di questa storia è Roue, forse l’ultimo essere umano della terra, che è stata cresciuta sin da quando era in fasce da un Gear di tipo ricercatore di nome Zett. Quest’ultimo non le ha mai fatto mancare niente e si è informato costantemente sulle sue necessità, creando intorno a lei un ambiente quanto più confortevole ed adatto a lei, donandole tutte le informazioni e l’affetto possibile. La ragazza lo considera a tutti gli effetti suo padre, ed il loro rapporto è davvero stupendo.
Un giorno Roue, in una delle sue esplorazioni, si ritrova in un laboratorio ormai abbandonato e, senza volerlo, accende un macchinario che attiva un nuovo Gear; la ragazza lo porta con sé a casa da Zett ed i due si rendono conto che il neonato robottone che somiglia tantissimo ad uno scaldabagno gigante, non è provvisto di un Programma di Base, il che lo rende praticamente senz’anima.
In attesa di capire come fare per aiutarlo, i due si offrono di ospitarlo, lo accudiscono e Chrome, questo il nome che gli danno, ha modo di osservare il comportamento dei due ed il loro rapporto.
Zett consiglia a Chrome di pensare a ciò che vorrebbe davvero fare nel mondo, a cosa dedicare il suo tempo e le sue capacità, a prescindere dalla sua mancanza di un programma di base, cosa che impegna molto del tempo della macchina.
Un giorno però, mentre Zett e Roue sono a raccogliere le mele, si avvicina un Berserker che comincia ad attaccarli; Zett riesce a far scappare la ragazza che corre a casa, senza rendersi conto che è stata inseguita. Il berserker tiene in mano la testa di Zett e Chrome, colto da un vero e proprio bug causato dall’incapacità di processare la situazione, finisce per essere anch’egli attaccato.
Mentre sembra ormai giunta la fine per la piccola Roue, l’involucro di Chrome si apre, mostrando il suo vero aspetto da androide; si dirige da Roue e le chiede di dargli l’autorizzazione per l’installazione del suo programma di base: proteggere la ragazza per il resto della sua vita!
Scheda
Scheda Manga
| Titolo Originale | Haato Ghiaru |
| Autore | Tsuyoshi Takaki |
| Editore | Shueisha |
| Editore Italiano | Planet Manga |
| Volumi | 7 (completa) |
| Volumi Italiani | 7 (completa) |
| Genere | Shonen |
Storia Editoriale
Heart Gear è il nuovo titolo di Tsuyoshi Takaki dopo Black Torch; è stato serializzato per la prima volta su Shonen Jump + di Shueisha dal 2019 ed è stato raccolto al momento in 4 volumi.
Panini porta questa serie in Italia in un ottimo formato, con primo volume disponibile anche con cover variant.
Quest’ultima è composta da una copertina ruvida al tatto, con il colore bianco predominante ed i disegni molto marcati che riescono a cogliere subito l’occhio anche dell’osservatore disattento.
A prescindere dall’edizione, il volume ha dimensioni più grandi rispetto a quelli tradizionali, 13 x 18, con una consistenza un po’ troppo morbida per i miei gusti, ma le copertine sono resistenti, le pagine piacevoli da sfogliare e rilegate saldamente.
A queste caratteristiche l’edizione con cover variant è venduta alla cifra di 5,90€, mentre quella standard alla cifra di 5,20€.
Recensione
Amici, Heart Gear è stata una bellissima scoperta, mostrando il talento di un autore che forse non era stato compreso con la sua prima opera, Black Torch.
Si nota, sin dalle prime tavole, quanto il genere fantascientifico sia caro a Tsuyoshi Takaki, che riesce a raccontare una storia intensa, ricca di dettagli, e con una stratificazione davvero encomiabile.
Il tema principale della serie ruota intorno al concetto dello sviluppo dell’anima da parte dei Gear, delle macchine dotate di intelligenza artificiale estremamente avanzata che sono sopravvissuti ai loro folli creatori.
Per Takaki il Programma di Base non solo consente la nascita dell’anima, ma anche dei sentimenti, avendo in Zett l’esempio calzante. In una conversazione con Chrome, il Gear ricercatore spiega come, dal suo punto di vista, partendo dalle sue caratteristiche peculiari, sia stato possibile affezionarsi realmente alla bambina, con un discorso di un’umanità disarmante.
Sarà il suo esempio a consentire a Chrome di creare di per se il suo Programma di Base, per assistere Roue nella sua crescita, proteggendola dai pericoli. Chrome può essere definito come un neonato, scevro di esperienza del mondo o di conoscenze anche basilari, quindi è quasi assurdo pensare che possa proteggere qualcuno; eppure lo farà senza mai tirarsi indietro, prendendo decisioni che dimostrano che per lui Roue è diventata la priorità, anche a costo di andare contro la sua stessa integrità.
Roue invece viene descritta come una ragazza dolcissima, buffa, anche a volte con la testa tra le nuvole ma di una bontà infinita. Sarà davvero difficile se non impossibile non emozionarsi per la sua reazione nel vedere Zett colpito a morte, così come la sua determinazione nell’obiettivo che si pone con Chrome.
La storia è dinamica, ricca, con personaggi presentati sempre al meglio e che dimostrano di aver imparato (almeno nel primo volume) il meglio degli esseri umani, con un sentimento di malinconia latente che permea le tavole e che fa bene al cuore.
Gli scontri sono adrenalinici e sempre sorprendenti, riuscendo ad avvincere e convincere nel loro svolgimento e nella loro resa grafica.
Lo stile di Tsuyomi Takaki in questa serie è ancora più marcato, graffiato, attento ad ogni dettaglio e bello anche semplicemente da vedere, seppure a volte può sembrare quasi scarabocchiato, ma è una scelta estetica/stilistica personale, piuttosto che una scarsità d’impegno che anzi è presente in abbondanza.
Per tutti questi motivi Heart Gear è uno shonen fantastico a tinte seinen importanti; una storia ricca, avvincente, a tratti malinconica ma che vuole far anche riflettere il lettore sulle implicazioni di una tecnologia che sembra distante ma neanche poi tanto se ci si riflette bene e sulle implicazioni morali ed etiche.
Una storia insomma che si presta alla lettura di diversi lettori e che consiglio davvero caldamente!
Conclusioni Finali (a serie completa)
Heart Gear si conferma, alla fine, una serie davvero ottima sotto tutti i punti di vista.
Anche se Tsuyoshi Takaki non ha precisato se la scelta di realizzare una serie di 7 volumi sia stata scelta a monte oppure a seguito dei dati sulle vendite, vi posso garantire che Heart Gear si conclude degnamente permettendo comunque al lettore di trovare soddisfazione nello svolgimento e soprattutto il finale della serie.
La storia di Roue, Chrome e Rock trovano la loro giusta conclusione, riuscendo ad esplorare appieno tutti questi personaggi, anche grazie a degli inserti del mangaka che aumentano il mio dispiacere sulla natura breve del manga.
Nel settimo volume della serie, a Roue sarà affidata un’importantissima scelta, che aggiungerà quindi un ulteriore elemento attrattivo ad una serie che, a livello etico-morale, è di altissimo livello.
Anche Chrome riuscirà a conoscersi meglio, riuscendo a fare chiarezza con la sua natura, scoprendo il suo vero io e la differenza tra assecondare il proprio programma di base e seguire il proprio io.
Dal punto di vista etico-morale (e mi dispiace se sembro ripetitivo ma è uno degli aspetti che ho più amato di Hear Gear), si raggiungono livelli davvero eccezionali: scoprire, nel corso di tutta la serie, quelli che sono stati i passi che hanno condotto gli esseri umani allo sterminio, ciò che comporta essere un Gear di ultima generazione, anche le sensazioni provocate da vivere in un mondo in rovina, sono tutti elementi che mi hanno fatto venire la pelle d’oca.
L’unica vera, gigantesca pecca è la durata: alcuni personaggi come Sig (che abbiamo comunque la fortuna di conoscere attraverso i racconti testuali aggiuntivi) oppure Hildr, avrebbero meritato uno sviluppo molto più ampio, magari con ulteriori interazioni che avrebbero quindi comportato una durata maggiore.
Anche il finale è ampiamente soddisfacente, anche se nelle note alla termine del Manga, lo stesso Takaki-sensei ha detto di aver scelto il finale più breve, avendo però previsto altri due scenari.
Se mi chiedete se sono contento del finale, beh si lo sono pensando che la scelta compiuta da Roue è appunto la sua e non la mia, perché molto probabilmente avrei fatto una scelta diversa.
Dal punto di vista artistico il Manga si è mantenuto su livelli altissimi, con delle scene di combattimento epiche ed adrenaliniche, per non parlare della cura dei dettagli, dalle ambientazioni più disparate che sono state mostrate, al design di ogni singolo personaggio.
Heart Gear è una serie che mi sento ancora di più di consigliare non al lettore di shonen di sola azione o comunque più leggeri perché, in diverse circostanze, la lettura di questo Manga vi porrà dei quesiti le cui risposte potranno essere trovate solo attraverso una profonda maturità. Se avete modo di recuperare questa serie, qualora non l’aveste ancora letta, fatelo assolutamente! Non ve ne pentirete!





