Maquia

14 Aprile 2020 0 Di Hiruma

Maquia è una discendente del popolo Iorph, longevi tessitori perennemente giovani che stanno, però, per scontrarsi con la crudeltà umana!

Maquia

Maquia

Trama


Il popolo degli Iorph è un popolo estremamente pacifico. Durante la loro lunga vita di oltre 400 anni in apparenza sempre giovani, si dedicano esclusivamente alla tessitura di degli Hibiol, pregiate stoffe in cui, filo dopo filo, riescono a narrare senza l’uso di parole la loro storia. Proprio a causa della loro longevità sono stati soprannominati La Stirpe delle Separazioni, motivo per cui vivono su un’isola lontani dal mondo esterno in cui sarebbero destinati a separarsi continuamente dai loro cari sopravvivendo a loro per intere generazioni. Maquia è una giovane e fifona piagnucolona di questo popolo e quando la loro pace idilliaca viene stravolta dall’attacco dei soldati mandati dal Re di Mezarte a cavallo di enormi draghi detti Renato, finisce per essere portata nel mondo esterno. Qui trova un neonato tra le rovine di un villaggio sterminato e decide di prendersene cura. Che ne è stato del suo popolo, dei suoi amici, della sua isola? È anche lei destinata a sole sofferenze estirpata dalla sua gente e catapultata nel mondo degli umani che in un essere eternamente giovane non vedono che un mostro?

Schede


Scheda Film

Titolo Originale Sayonara no Asa ni Yakusoku no Hana o Kazarō
Decoriamo la Mattina dell’Addio con i Fiori Promessi
Regia Mari Okada
Sceneggiatura Mari Okada
Studio P.A.Works
Produttore Italiano Koch Media – Anime Factory
Musiche Kenji Kawai
Anno 2018

Recensione


Maquia è un film che mi ha davvero sorpreso: realizzato benissimo sia per trama che per grafica. Ma andiamo con ordine. La prima riflessione che mi sovviene riguarda la centralità dell’amore: il popolo degli Iorph si guarda bene dal provare amore per qualcuno o qualcosa che non appartiene al suo popolo e questo non per razzismo, falsi ideali o per chiusura verso l’esterno; il motivo è che uno Iorph è destinato a sopravvivere a tutto il resto, a veder morire tutto ciò che non appartiene alla propria stirpe e questo non può essere che fonte di enormi sofferenze. Per quanto tutto ciò sia razionalmente vero, forse dipende tutto da come si ama e da come ci si pone nei confronti della morte; è questo che ci insegnerà Maquia, che non bisogna mai aver paura di amare anche se questo ci potrà portare delle sofferenze.
Ma se a questo punto pensate che sia un film tutto amore e smancerie vi sbagliate di grosso perché le difficoltà che Maquia e suo figlio Ariel vanno ben oltre la convivenza familiare: per non svelare la sua natura di Iorph, Maquia e Ariel, che col passare del tempo sembrerà avere la sua stessa età essendo un umano, saranno costretti a viaggiare e spostarsi di continuo finché un giorno le loro strade inizieranno a dividersi e Maquia, come tutti gli appartenenti alla sua stirpe, saranno braccati dai soldati di Mezarte a causa della follia del sovrano minacciato dalle incursioni nemiche e convinto che una prole mezzosangue longeva come gli Iorph possa intimorire le altre popolazioni. Battaglie, draghi, cannoni e spade non si faranno attendere e lasceranno lo spettatore con il fiato sospeso.
Ad avvalorare ancor di più quest’opera vi è il comparto audio-visivo: disegni, animazioni, colori e musiche si miscelano alla perfezione in una vera e propria sinfonia di emozioni che accompagneranno tutto il film. Colori caldi e colori freddi si alterneranno a seconda dello sviluppo della trama donando, insieme alla musica, il giusto peso ad ogni scena suscitando emozioni e sensazioni uniche. I bellissimi disegni e le animazioni fluide mettono infine la giusta cornice ad un’opera che deve essere assolutamente vista.

Trailer