Psycho-Pass 3
9 Gennaio 2020L’Unità Uno della Pubblica Sicurezza ha subito un completo riassetto: questo è lo scioccante incipit di Psycho-Pass 3.
Trama
Anni dopo gli eventi di Psycho-Pass 2 l’Unità Uno della Pubblica Sicurezza è stata quasi completamente rivoluzionata. Akane Tsunemori non riveste più la carica di Ispettore mentre Mika Shimotsuki è stata promossa a supervisore dell’intera unità. Le posizioni vacanti di Ispettori sono state affidate a Kei Mikhail Ignatov, ex soldato nonché immigrato accolto dal Sybil System e Arata Shindou, mentalista nonché figlio di un defunto membro del governo.
Anche tra gli esecutori ci sono stati dei cambiamenti: Nobuchika Ginoza e Yayoi Kunizuka sono stati infatti sostituiti da Kazumichi Irie, Mao Kisaragi e Tenma Todoroki mentre sono rimasti l’esecutore Sho Hinakawa, così come Shion Karanomori al supporto tecnico.
Il compito della nuova squadra resta quello di mantenere l’ordine pubblico che sta diventando sempre più instabile a causa di un problema di immigrazione che sta causando problemi crescenti non soltanto per l’integrazione delle persone in sé, ma anche per le ripercussioni sullo Psycho-Pass dei residenti.
In questo clima però c’è un gruppo di persone che sembrano essere riuscite ad eludere l’onnipresente Sybil System, operando illecitamente senza destare alcun sospetto. Un nuovo pericolo incombe sulla pace creata dall’ideazione del Sybil System e dello Psycho-Pass e starà alla rinnovata unità uno indagare!
Scheda
Scheda Anime
| Titolo Originale | Saikopasu 3 |
| Sceneggiatura |
|
| Regia | Naoyoshi Shiotani |
| Studio | Production I.G |
| Musiche | Yuugo Kanno |
| Produttore Italiano | Amazon Prime Video |
| Episodi | 8 (completa) [Vai a Lista Episodi] |
Recensione
Amici Psycho-Pass 3 è una serie a cui personalmente è difficile dare un giudizio unitario soddisfacente, in quanto ci sono troppi fattori che incidono e di cui ovviamente voglio parlarvi.
Partiamo dai protagonisti: la cosa che più colpisce è l’assenza di Akane Tsunemori dal campo, assenza ingiustificata che compromette già di per sé l’andamento della serie ma che riesce ad andare bene al lettore grazie al nuovo duo di Ispettori, soprattutto per Arata Shindou che colpisce sin da subito per le sue doti di mentalista. Personalmente non ho visto di buon grado inizialmente questa caratterizzazione così definita sin da subito, tanto da essere spiattellata lì così come se fosse una cosa da dover dire per forza; essendo un patito di polizieschi e detective stories, il fatto che Arata sia un mentalista mi ha fatto pensare subito a Patrick Jane, il protagonista della serie The Mentalist, pensando che magari questa caratterizzazione potesse essere poco originale ma molto intrigante. Invece quando ho visto in atto la Guida Psichica, la sua capacità quasi soprannaturale di leggere gli eventi accaduti guardandoli direttamente dagli occhi del protagonista, sono rimasto un po’ svilito e soltanto l’episodio 7 mi ha fatto balzare sulla sedia. La natura di Arata è molto più particolare e si capisce perché Akane lo abbia consigliato al Sybil.
Questa mia ultima affermazione non è buttata a caso ma introduce invece un altro elemento molto importante parlando dei personaggi: Akane è stata allontanata dal campo ma non sarà assente nella serie, anzi! Purtroppo però il suo ruolo è quello di Deus Ex Machina, diventando il fulcro di diversi personaggi oltre che interlocutore primario del Sybil System stesso. Non voglio scendere nei dettagli per non spoilerare, ma l’assenza ingiustificata è un duro colpo della serie, a maggior ragione perché si aggiunge anche all’allontanamento degli altri membri, per non parlare della presenza, seppur marginale, di Shinya Kogami, vero protagonista nonché Demiurgo della prima clamorosa serie di Psycho-Pass. Perché è successo tutto questo? Come mai questo cambiamento?
Tornando ai protagonisti parliamo di Kei, partner di Arata nonché suo vecchio amico, ben costruito e che compensa le mancanze del suo più giovane amico, ma a dispetto di una rigidità forse eccessiva, a volte forzata.
Per quanto riguarda gli altri, Mika riveste ancora i panni di pedina del sistema ma più consapevole, mentre tutti gli altri membri della squadra saranno molto marginali, facendo perdere molto del fascino della serie.
Passiamo poi alla Trama che è raccontata bene, con una scelta stilistica che ha raddoppiato la lunghezza degli episodi dandole un taglio molto più da serie televisiva,rafforzata da una regia davvero spettacolare, riducendo però il numero di episodi.
Ottimi i casi, tutte le fasi investigative e lo sviluppo delle stesse ma di fondo però Psycho-Pass 3 è una serie fortemente inconclusa, non solo per il finale.
Principalmente manca un antagonista forte come nelle precedenti stagioni (su tutti ovviamente resta ancora inarrivabile Shogo Makishima) sostituito da un sistema/organizzazione, il Bifrost, che si oppone al Sybil System quasi come antagonista naturale e dalla stessa natura, ma che non è stata ancora né definita né spiegata allo spettatore. Spicca tra tutti il primo Ispettore di Bifrost, che sembra davvero una spanna sopra tutti (protagonisti compresi) ma che manca anch’egli di spazio e tempo. Inoltre tutti i quesiti aperti tra il primo ed il secondo episodio restano apertissimi e il fatto che la serie sarà deludente nel finale lo si capisce già tra il sesto ed il settimo episodio, facendo pregustare un’amara delusione che diventa poi particolarmente indigesta per il tipo di finale che definire spalancare è dir poco. L’ottavo episodio è quello che risolleva l’interesse per questa serie che in definitiva riesce a far rivivere in parte le emozioni delle precedenti nel finale di stagione, ma che lascia davvero troppo delusi e speranzosi per un continuo che verrà forse nel Film o in una prossima serie, ma che al momento non si sa.
Tecnicamente parlando Production I.G ha fatto nuovamente un lavoro spettacolare con animazioni e computer grafica, coadiuvati da disegni bellissimi per character design e una regia egregia, anche se la qualità non è sempre costante, con qualche calo forse fin troppo evidente.
In definitiva Psycho-Pass 3 è una serie che spacca decisamente in due i fan, una serie che può tranquillamente non piacere (soprattutto dopo i fasti delle precedenti serie), che prova ad affascinare per tematiche etiche come l’immigrazione, a religione, la politica, ma che non sono incisivi come accaduto in passato con temi ancora più vaghi. Forse soltanto con il seguito si potrà dare un vero senso a questa serie che al momento è una serie di passaggio, verso qualcosa che non sappiamo.
Per il momento mi sentirei più di sconsigliarla, semplicemente perché è troppo ricca di punti d’ombra, a maggior ragione facendo il paragone con le precedenti serie e per le scelte narrative immotivate ed indigeste.
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