AnimeeManga.it intervista Jay.
6 Maggio 2017Amiche ed amici di AnimeeManga.it ben ritrovati ad un nuovo appuntamento con le nostre interviste!
sa/”>Sherlock, serie televisiva della BBC che adatta in chiave contemporanea le straordinarie avventure di Sherlock Holmes e il suo fedele compagno d’avventure John Watson.Prima di lasciarvi all’intervista vogliamo in primis ringraziare Jay. per essere stata così disponibile e cordiale nei nostri confronti, e poi ringraziare ancora una volta ufficialmente la Panini Comics che ci ha permesso di raggiungere un altro prezioso traguardo, avendo l’opportunità di entrare in contatto diretto con uno dei mondi che ci appassiona così tanto.
Vi lasciamo adesso all’intervista: buona lettura!
- Sensei Jay., come é nato il suo coinvolgimento nell’adattamento Manga di Sherlock?
Il mio primo editor, che si chiama Katou-san: è stato lui che mi ha chiamato per questo progetto; attualmente è il capo redattore di Young Ace di Kadokawa. - Come ha approcciato il lavoro su questo adattamento?
Quando ho avuto quest’idea del progetto abbiamo consegnato alla BBC tre tipi di disegni dei personaggi, cioè di Sherlock, di Microft e Moriarty. Questi però sono stati disegnati in tre stili diversi, dal realistico al non realistico. Poi dopo ho deciso insieme al mio editor Katou-san, quale sarebbe stato quello più adatto. Questo per esempio (ci mostra gli sketch presenti alla fine del primo volume) all’interno del primo volume, è lo stadio intermedio, quello che ho consegnato alla BBC. Quello più realistico non l’ho pubblicato da nessuna parte; il più realistico era veramente, veramente realistico, mi sono un po’ imbarazzata a metterlo perciò non è stato mostrato al pubblico. - Conosceva già la serie televisiva della BBC? È stata una sua idea farne un manga?
Io ero fan della serie tv però comunque l’idea mi è stata proposta da Katou-san, l’editor di cui ti ho già parlato. Lui è appassionato di Film e serie tv non giapponesi. - Conosce la serie originale di romanzi di Arthur Conan Doyle?
Si, nella biblioteca della scuola elementare c’era tutta la serie completa di Arthur Conan Doyle. Ora che ci penso, però, forse era un adattamento orientato ai bambini, quindi non so se era proprio la versione autentica ma comunque l’ho letta tutta. - Perché ha scelto di adattare la serie tv e non i romanzi?
Quando ho avuto quest’idea era partita precisamente dall’idea dell’adattamento Manga della serie televisiva. Non so la motivazione precisa, penso che se intervistaste Katou-san sarebbe ben lieto di dirvi il perché. - Cosa pensa dei protagonisti Sherlock Holmes e John Watson?
La mia prima impressione, prima di cominciare l’adattamento, penso che sia stata uguale a quella che tutte le persone hanno di Sherlock e Watson. Però visto che è stato adattato nel mondo odierno, pensare che Sherlock Holmes ha uno smartphone in mano, che Watson indossi qualcosa di H&M è molto particolare, ci sono tutti gli elementi per rendere molto interessante questa serie. - Ci sono state delle difficoltà nell’adattare una serie tv americana in un Manga? Se si quali?
Questa è la mia prima serie di una lunghezza consistente, quindi non c’entra niente il fatto che sia una serie tv di una nazione esterna. Per me era comunque già difficile disegnare un Manga, a prescindere da tutto. - Cosa si prova nel lavorare su un’opera che non è propria?
Visto che io non ho un’opera mia tutta originale fatta di testa mia, per me è importante non andare a distruggere l’immagine, l’idea originale. Quindi è altrettanto importante non mettere un mio estro in quell’opera. Non potrei mai continuare a disegnare qualcosa se non mi piacesse l’originale e questo è il motivo per il quale continuerò a disegnare questa serie. - Avrebbe mai pensato di adattare una serie televisiva? Se si quale?
Veramente non ho mai pensato ad una serie che mi piacerebbe adattare adesso perché sono veramente piena con Sherlock. E poi quando mi è stato proposto di lavorare a questo progetto, il mio interesse anzi l’amore e la passione per questa serie erano al top. Diciamo che il tempismo è stato perfetto. Quindi per adesso a me piace molto questa serie e posso dire di non aver altro spazio per altre serie. - Cosa le ha lasciato quest’esperienza?
Se non avessi disegnato, sarei stata una persona ordinaria, comunissima, e avrei trascorso la mia vita normalmente. Invece, avendo disegnato questo manga, sto facendo delle esperienze meravigliose, fuori dal comune, come ad esempio stare qui al Napoli COMICON, fare una sessione di autografi. Insomma è stata un’opera che mi ha cambiato la vita. - C’é un titolo (anime, film, film d’animazione, romanzo, light novel) che le piacerebbe adattare?
Come ho detto prima adesso ho la testa piena da Sherlock. Quando finirà questa pubblicazione penso che se in quel momento arriverà qualcosa che mi piace e mi verrà proposto per caso di fare qualche nuovo adattamento, allora ci penserò. Ma al momento non so proprio. - Quali sono i suoi prossimi progetti?
Mentre stavo pubblicando Sherlock, tra una pausa e l’altra, ho partecipato anche ad un progetto di adattamento in manga di Nein – 9th Story, album del gruppo Sound Horizon, di cui ero una fan. Ho avuto per pura coincidenza questa proposta quindi se dovesse succedere di nuovo una cosa del genere, io ci conto tantissimo. - Grazie per la sua disponibilità e la sua pazienza.
Assolutamente è stato un grande piacere, non ho avuto nessuna pazienza.


