AnimeeManga.it e Planet Manga presentano: I Miei 23 Schiavi

10 Ottobre 2015 0 Di Staff

Amici di AnimeeManga.it bentornati ad un nuovo appuntamento con la nostra Rubrica Planet Manga. Quest’oggi vi presenteremo una serie dall’anima oscura ed inquietante: I Miei 23 Schiavi.

Questa serie è stata creata da Shinichi Okada con i disegni di Hiroto Oishi e pubblicata in patria dalla Futabata, ed è composta, per adesso, da 8 volumi ancora in corso di pubblicazione.
In Italia la serie è presentata in una pregevole edizione deluxe con sovraccoperta e dimensioni maggiorate rispetto ai normali tankobon.
Le pagine sono delicate al tatto, piacevoli da sfogliare e immancabile la rilegatura perfetta che accompagna ogni volume della Planet. Una sovraccoperta resistente ma delicata al tempo stesso e una compattezza del volume fanno del prezzo di vendita di 6,50 € una cifra giusta per tutto ciò che viene offerto al lettore.
Passiamo invece adesso alle nostre considerazioni sulla Trama.

I Miei 23 Schiavi

I Miei 23 Schiavi

Amici devo dire che questa serie mi ha colpito, riuscendo a spiazzarmi e a non permettermi di poterle dare un giudizio univoco e preciso. I miei 23 schiavi possiede infatti elementi che la rendono una serie estremamente interessante e allo stesso tempo oscura ed inquietante, ma che ha senz’altro il pregio di far intraprendere al lettore un viaggio nell’oscurità dell’animo umano.
Partiamo col dire che uno degli aspetti positivi è che la serie ha radici concrete e cerca di fondare il tutto sulla scienza piuttosto che sfruttare poteri ultraterreni. Il bello di tutto questo non è il fatto di rendere le persone schiave, quanto il meccanismo che consente la schiavitù, che una volta scoperto dal lettore (in due momenti diversi) sarà un bel colpo di scena. Un altro elemento senz’altro intrigante sono i protagonisti, che sono ragazzi molto intelligenti, acuti osservatori, che si sentono stretti nelle loro semplici vite e che intraprendono le sfide con gli SCM per mettersi alla prova e in qualche modo guadagnarsi la loro libertà, dimostrando di essere degni di essa. Yuuga infatti non ha come obiettivo primario quello di appropriarsi della libertà altrui, bensì dimostrare di essere migliore!
Quello che però è intrigante è il concetto mai banale (espresso nel finale del primo volume) che il potere tende a corrompere le persone e quindi mette nella testa del lettore la possibilità che anche le migliori intenzioni possano venire intaccate. Inoltre, ultimo degli elementi positivi, è che nell’ombra c’è qualcuno che conosce a fondo l’SCM e lo sfrutta come un vero strumento per reclutare elementi per il suo esercito di schiavi.
Passiamo ora agli elementi negativi, e parto dal fatto che l’elemento sessuale, in tutto il primo volume, regna sovrano. Senza andare troppo nello specifico, l’SCM viene sfruttato in tutto il primo volume come strumento per rendere le persone degli schiavi sessuali. Le motivazioni saranno più o meno forti, a tratti potrebbero provocare in qualche lettore empatia, ma sinceramente questa cosa mi ha svilito, sottolineando la predominanza della sfera sessuale nella vita della nostra società e mettendo in evidenza il lato bestiale nascosto appena sotto la pelle degli esseri umani. Sorvolando sulle personali considerazioni sulla nostra epoca e sulla nostra società, evitando di divagare, non penso che questo elemento dia forza alla storia, o meglio la indirizza su binari di frustrazione e sadismo, facendo emergere il peggio dell’uomo in ogni suo aspetto. Altra cosa che non ho per niente gradito è il disegno, per me troppo approssimativo e scarno, altalenante e indefinito, che mi fa pensare non ad un professionista ma ad un amatore. L’aspetto “realizzativo” non invoglia a leggere, anche in momenti in cui è facile lasciar stare e non finire il volume.
Questa serie vi ricorderà inoltre tantissimo serie di successo come Death Note, Mirai Nikki e Osama Game, per aspetti come il controllo delle persone, entrare in possesso di poteri che ci sono normalmente preclusi, la strategia e l’astuzia, gli inganni e i sotterfugi per arrivare ai propri obiettivi. Insomma pagina dopo pagina troverete paragoni continui a queste serie e ad altre serie magari sempre di stampo “survival game”, che non dispiace ma che per il momento a volte non regge il confronto.
Ritengo che questa serie sia molto interessante, che abbia le carte in tavola per diventare una serie di successo, ma che assolutamente non si presta ad essere letta da una grande parte di lettori, sia per i temi trattati, sia per il modo e anche da un punto di vista puramente estetico.