Pom Poko
20 Gennaio 2015L’abbattimento delle foreste per lo Sviluppo Urbano di Tokyo mette in seria difficoltà tutti gli animali, compresi i Tanuki che, però, sono pronti a combattere!
Trama
Con l’avanzare dell’urbanizzazione, la conurbazione di Tokyo con i centri vicini (anch’essi in espansione) porta al progressivo disboscamento della vegetazione e alla cementificazione di intere aree collinari.
Sulla Collina di Tama, tra gli altri animali messi alle strette a causa degli incessanti lavori, vi sono anche i Tanuki, creature simili a cani procione note nella mitologia giapponese per il loro Trasformismo grazie al quale fanno innumerevoli scherzi agli umani, ma anche per la loro ingenuità. Questi animali, che sono soliti assumere forma antropomorfa quando sono al sicuro dagli occhi umani, non sanno come fare ad arrestare la distruzione della loro amata collina, lo spazio continua a diminuire e così anche il cibo: urge prendere delle contromisure! Ma è tutto inutile: c’è chi prova con degli scherzetti per dissuadere gli umani dai loro intenti, chi vuole lo scontro armato ad ogni costo, chi cerca nuove aree dove insediarsi e chi, grazie alla capacità di trasformarsi, prova ad integrarsi nella società umana. Ma ogni tentativo è vano, i poveri Tanuki sono costretti a soccombere di fronte alla scelleratezza degli umani. Dovranno, in un modo o nell’altro reinventarsi ed adattarsi al nuovo stile di vita imposto dalla follia dell’uomo.
Scheda
Scheda Film
| Titolo Originale | Heisei tanuki gassen Ponpoko |
| Regia | Isao Takahata |
| Soggetto |
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| Sceneggiatura | Isao Takahata |
| Studio | Studio Ghibli |
| Produttore Italiano | Lucky Red |
| Anno | 1994 |
Recensione
Pom Poko è un film che potrei definire unico. Non tanto per le tematiche, non per i disegni e nemmeno per l’animazione; la vera bellezza di questo film sta nella prospettiva da cui si osservano gli eventi: quella dei piccoli Tanuki. Tale punto di vista, infatti, consente di porre l’accento su due diverse tematiche allo stesso tempo. Se consideriamo i Tanuki come semplici animali, l’accento cade sulla mancanza di rispetto dell’uomo verso la natura, un tema da sempre molto caro allo Studio Ghibli e, in primis al gramde Hayao Miyazaki, basti pensare a film come Principessa Mononoke o Ponyo sulla Scogliera. D’altro canto, però, non bisogna dimenticare che i Tanuki sono creature appartententi alla mitologia giapponese: simbolo di abbondanza e prosperità, sono rappresentati spesso con una pancia abbondante e testicoli enormi, se no possono trovare stuatue fuori molti templi mentre le illustrazioni in merito risalgono a tempi molto antichi. Guardandoli dal punto di vista mitologico, si può notare come l’accento si posi sull’abbandono delle tradizioni, sull’indifferenza verso le antiche credenze tramandate dalla saggezza degli anziani, il tutto in favore dell’urbanizzazione, della globalizzazione, della civilizzazione. Basti pensare a come viene ribaltata la Strategia degli Spettri messa in atto dai Tanuki dopo un intenso allenamento. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a temi molto cari al celeberrimo Studio, si pensi ad opere come La Città Incantata o Il mio vicino Totoro.
I disegni bellissimi, le animazioni curate nei minimi dettagli e la dinamicità della narrazione non sono altro che la perfetta cornice alle importantissime tematiche trattate nel film che, diversamente da quanto avviene in Una Tomba per le Lucciole dove ogni elemento contribuisce a rendere sempre più straziante un racconto dai toni già cupi di per se stessi, riesce a rappresentare una serie di vicende fondamentalmente drammatiche senza far perdere il sorriso né agli sventurati Tanuki né, tanto meno, allo spettatore che solo alla fine del film, ripensando a ciò che ha visto, si renderà conto della forte drammaticità che quegli eventi narrati con il sorriso stanno a significare.


