Buddy Complex

4 Agosto 2014 0 Di Akumetsu

Buddy Complex affonda le sue radici ai giorni nostri, nel 2014, ed ha come protagonista Aoba Watase un normalissimo e tranquillo ragazzo giapponese.

Buddy Complex

Buddy Complex

Trama


Aoba ha da sempre avuto la passione per il basket e vive le sue giornate in maniera del tutto spensierata, dividendosi tra lo studio, gli amici e il suo sempre amato sport. Ritornato al liceo dopo le vacanze estive, Aoba scopre che avrà una nuova compagna di banco, la bellissima e misteriosa Hina Yumihara. Aoba è troppo ingenuo perché noti che Hina lo osserva con attenzione di nascosto e sembra mostrare un certo interesse per lui; ben presto però il mistero dietro il comportamento della ragazza verrà svelato proprio quando, improvvisamente, un vortice di luce squarcia il cielo e dal quale fuoriesce un robot gigantesco. Quest’ultimo si dirige verso la scuola di Aoba e con grande stupore sembra che sia proprio lui l’obiettivo dell’attacco. Nonostante una fuga disperata Aoba è un semplice liceale e, per quanto allenato, la sua fuga non può durare in eterno contro un mecha gigantesco; messo alle strette, Aoba non capisce perché la sua vita stia per finire e quando sembra tutto perduto interviene un altro mecha a proteggerlo e salvarlo. Il robot si abbassa, apre il cockpit e da lì si erge la figura di…Hina! La ragazza lo invita a salire a bordo e seppur più confuso che mai il ragazzo si fida di lei. I due a bordo del mecha fuggono proprio verso il vortice e in quel momento gli dice che Dio lo sta aspettando dall’altra parte. Un lampo di luce immenso fa perdere i sensi ad Aoba che si risveglia nel cockpit di un mecha. Questo però non è un robot qualsiasi, bensì un Valiancer dell’Alleanza del Patto di Libertà: Aoba si trova quindi ai comandi di un robot sperimentale che sfrutta il Coupling System, una tecnologia che permette a due persone di condividere i pensieri e aumentare esponenzialmente le proprie doti in battaglia. Aoba si trova a bordo del Luxon, mentre il Bradion, la sua unità gemella, è impegnato in battaglia e guidato da Dio Weinberg. Ricordandosi delle parole di Hina, Aoba si connette a Dio e riesce a salvare insieme a lui, la base sotto assedio. Quando scenderà dalla sua unità scoprirà che si trova nel 2088, in un futuro devastato dalla guerra contro la nazione di Zogilia, che grazie al Nectoribium (una fonte energetica spaventosa) ha creato un esercito per la conquista del mondo. Come ha fatto Aoba ad arrivare nel futuro? E perché deve combattere al fianco di Dio? Che fine ha fatto Hina? Queste e tante altre domande troveranno risposta durante tutta la serie, ma il destino di Aoba è molto più tortuoso e intricato di quanto possa immaginare.

Scheda


Scheda Anime

Titolo Originale Badi Konpurekkusu
Creatore Originale Hajime Yatate
Regia Yasuhiro Tanabe
Character Design
  • Asako Inayoshi
  • Tomoshige Inayoshi
Mecha Design
  • Hiroki Tokuda
  • Hiroyuki Taiga
  • Kanta Suzuki
  • Tomohiro Kawahara
Studio Sunrise
Musiche Tatsuya Kato
Episodi 13 (completa) [Vai a Lista Episodi]
Cronologia Serie
  1. Buddy Complex
  2. Buddy Complex Final

Recensione


Buddy Complex è una serie davvero bella, realizzata nel migliore dei modi, anche se possiede una pecca molto importante, ma analizziamo la serie con ordine.
Partiamo dal presupposto che si nota fortissima l’influenza del mondo Gundam, alla luce del mondo in Guerra e delle lotte tra Mobile Suit (che qui si chiamano Valiancer) e dei modelli di “Gundam” che sono i soli a poter sovvertire la sorte degli scontri. È altrettanto vero però che la storia è ambientata sulla Terra piuttosto che nello spazio e invece di più fazioni che si contendono il dominio ce ne sono solo due. Interessanti però gli sviluppi che portano alla guerra, ovvero la fonte energetica del Nectoribium, che rende il paese di Zogilia forte e assetato di potere (portando la serie non troppo lontana dalla realtà). Passiamo poi ai personaggi: i protagonisti Aoba e Dio sono molto diversi tra loro e questa loro diversità sarà uno dei motori della serie; per quanto la formula “sentimentale sensibile e irascibile razionale” sia quasi uno standard, devo dire che le sfumature dei loro caratteri saranno fondamentali per la loro crescita e quella della trama. Aoba è un ragazzo che dovrà scegliere se tornare a casa a prescindere oppure trovare motivazioni valide per rimanere, mentre Dio dovrà chiudere i conti con un passato ancora troppo straziante e ingombrante. Entrambi i ragazzi saranno molto impegnati negli scontri e sarà il loro legame a rendere i combattimenti determinanti. I membri dell’equipaggio della Cygnus e i buoni in generale hanno più modo di emergere, forse perché sono molto più incisivi e hanno caratteri particolari, mentre tra i membri di Zogilia emergono soltanto in tre fondamentalmente. Questo potrebbe essere una pecca se non fosse per il fatto che il finale della serie risolve ogni critica prima che essa venga mossa.
I colpi di scena sono limitati ma ben piazzati, perché il teatro nel quale gli attori interpretano i loro ruoli è ben definito e chiaro. Saranno i capitoli aperti nelle vite dei personaggi a rendere tutto più dinamico e vitale. Altro punto a favore di questa serie è il Mecha Design: finalmente una serie che mostra un design diverso dal solito, soprattutto nei volti del Luxon e del Bradion. Il Complex System è altresì intrigante e sviluppato per il momento bene (sembra di rivedere Pacific Rim di Guillermo Del Toro per certi versi), e mi è piaciuto particolarmente che sia il pilota a condizionare le prestazioni del robot e non viceversa. Certo qui i Valiancer fanno la differenza, però è altrettanto vero che sono degli strumenti che possono far esprimere a pieno il potenziale del pilota. I combattimenti risultano essere scorrevoli e molto interessanti, mentre le battaglie aeree tra le corazzate e la parte finale della serie ricordano tanto Code Geass oppure proprio Mobile Suit Gundam 00, ovvero una sfida di tattica e strategia piuttosto che di semplice forza fisica pura e semplice. Il Character Design è molto accattivante, definito ma non marcato, fine ma non infantile ed è da apprezzare la grande diversità anche nei personaggi di sfondo o marginali. Le animazioni risultano essere eccellenti e la Computer Grafica, tranne qualche eccezione, risulta essere utilizzata bene e non predominare nello sviluppo delle scene.
Arriviamo ora alla nota dolente: la trama vive di un mistero fondamentale, una sorta di peccato originale che condizionerà tutta la serie. Il fattore scatenante è il viaggio nel tempo e questo di per se sarebbe soltanto da encomiare, ma il suo utilizzo risulta alla fine forse un po’ forzato. Purtroppo non posso spiegarvi o scrivere qualcosa sul finale perché vi toglierei il più grande colpo di scena di tutta la serie ma alla fine sono sicuro che converrete con me, soprattutto chi conosce qualcosa sulla fisica quantistica e le varie teorie sui viaggi nel tempo. Alla fine quindi la forzatura per me diventa totale e per quanto l’impatto è di tutto rispetto, la serie ne risulta un po’ ridimensionata.
Voglio però anche dire che la serie avrà modo di rifarsi nella prossima stagione: sì poiché la serie termina con un bel “to be continued” rafforzato dall’account Twitter della serie che ha confermato, dopo la messa in onda dell’ultimo episodio, che vedremo una seconda stagione dell’Anime.
Dopo tutto questo mi sento vivamente di consigliare questa serie a tutti gli amanti del mecha in particolare, ma anche a tutti gli amanti di shonen, in quanto questa serie si presta a essere guardata, è molto scorrevole e possiede molteplici aspetti che favoriscono l’attaccamento alla serie da parte dello spettatore.

Trailer