Ghost in the Shell: Arise – Ghost Pain

2 Maggio 2014 0 Di Akumetsu

Ghost Pain è il primo capitolo della miniserie OAV di Ghost in The Shell: Arise.

Ghost in the Shell - Arise - Ghost Pain

Trama


Ci troviamo nell’anno 2027, in un futuro che ci propone uno scenario molto diverso dal nostro presente. Ci sono state purtroppo altre due guerre mondiali, che hanno cambiato la politica internazionale irreversibilmente. La tecnologia ha fatto passi da gigante e l’esercito ha incoraggiato la macchinazione dei corpi dei soldati, garantendo loro la procedura anticipando completamente i costi necessari. A un anno dalla fine della quarta guerra mondiale però l’esercito è vessato da un terribile problema che potrebbe mettere a repentaglio la salvezza della nazione: le indagini preliminari condotte dopo l’omicidio del luogotenente colonnello Mamuro, capo del reggimento 501 dell’esercito a causa di una banale rapina, sembrano dimostrare qualcosa di più losco. Una serie d’indizi dimostrerebbe che la vittima fosse implicata nella vendita di armi dell’esercito al mercato nero. Per indagare accuratamente sull’accaduto viene incaricato Daisuke Aramaki, ufficiale di spicco nonché comandante della Sezione 9 di Pubblica Sicurezza, che decide di riesumare il corpo di Mamuro e recuperare la sua memoria cibernetica per approfondire le indagini; nel riesumare il corpo però si scopre che all’interno della bara c’è un robot dalle fattezze di una bambola da compagnia modificata per il combattimento, che attacca con successo gli uomini di Aramaki e soltanto l’intervento della giovane Makoto Kusanagi riesce a impedire una strage. Quest’ultima è tornata da soli tre giorni in Giappone ed è stata autorizzata dall’esercito a investigare sull’accaduto; Makoto, infatti, è particolarmente coinvolta nell’accaduto in quanto Mamuro è stato colui che le ha permesso di avere il corpo cibernetico che lei possiede. Aramaki decide così di coinvolgere apertamente Makoto chiedendole di collaborare alla risoluzione del caso, data la sua scaltrezza, le sue doti di combattente eccelsa, investigatrice provetta ma soprattutto hacker informatica d’incredibile bravura. Questo sarà il primo passo verso quello che sarà non solo la risoluzione del caso, ma addirittura il compimento del destino di Makoto Kusanagi.

Scheda


Scheda Oav

Titolo Originale Kōkaku Kidōtai Araizu – Gōsuto In Za Sheru
Autore Masamune Shirow
Regia Kazuchika Kise
Sceneggiatura Tow Ubukata
Musiche Cornelius
Studio Production I.G.
Produttore Italiano Dynit
Episodi 4 (completa)

Recensione


Amici, Ghost Pain rappresenta il degno continuo della serie originale Ghost in the Shell. Certo è forse paradossale o assurdo parlare di Ghost Pain come “continuo” visto che l’intero progetto Arise è un prequel, però è altrettanto vero che incarna perfettamente la bellezza e la forza di questa fantastica serie. Finalmente possiamo avere qualche connotazione in più sul “maggiore” Kusanagi: già in questo capitolo possiamo scoprire le origini di Makoto, e avere finalmente una motivazione alla sua natura di cyborg. Uno degli elementi più forti è la sindrome del Ghost Pain, il “dolore fantasma” che avverte Makoto: in un dialogo con Batou veniamo a conoscenza del fatto che questa sorta di dolore viene avvertito dai possessori d’impianti cibernetici che avvertono sporadicamente la mancanza del loro vecchio arto naturale; straordinario leggere l’espressione in volto di Batou quando ascolta da Makoto che lei non ha mai posseduto un corpo umano. Questo è soltanto uno dei fattori chiave del legame che questa serie creerà con lo spettatore: l’indagine che porterà alla luce la verità è realizzata in maniera eccelsa e completa, proprio come in un vero film poliziesco; ciò che però sarà ancor più rilevante sul fascino di questa serie proverrà come sempre dalla sua protagonista: siamo, infatti, abituati a una Kusanagi calcolatrice, razionale, scaltra, quasi impassibile di fronte alla vita e insensibile alle emozioni umane; invece il coinvolgimento nel caso del luogotenente Mamuro, che lei considera forse un padre, la rende molto più umana. Inoltre la perdita del suo riferimento affettivo comporta la conseguente perdita della sua “raison d’être”: lei è legata all’esercito a causa del suo corpo cibernetico, pagato dall’esercito; eppure sta mettendo da parte i soldi per estinguere il proprio debito e uscire fuori da un sistema molto più subdolo e viscido di quanto si possa immaginare. Altro elemento che ritorna, anche se in maniera forse subliminale o riconducibile puramente allo spettatore è il Ghost: Makoto prova dei sentimenti discordanti, che la mettono di fronte ad una lotta interiore forte, ma com’è possibile tutto questo? Grazie al suo Ghost…eppure lei è stata trasferita in un corpo cibernetico sin dall’infanzia, quindi come è possibile? Trasferire la coscienza implica il trasferimento dell’anima di una persona all’interno di un corpo meccanico? Le conseguenze filosofiche e morali scaturite da queste riflessioni sono la prova di quanto Ghost in the Shell sia una serie senza tempo e soprattutto magistrale, un vero e proprio testo sacro per gli amanti di Manga e Anime dall’altissimo e intricato contenuto. Altro elemento che permetterà agli spettatori di restare incollati alla poltrona è sapere come nasce la squadra del maggiore e vedere che lei non c’entra nulla con la sezione 9 rende tutto ancor più intrigante.
Detto questo passiamo al comparto grafico: il character design è diverso da qualsiasi altra realizzazione della serie originale e si adatta perfettamente ai personaggi e al loro contesto. Le animazioni sono spettacolari e di altissima fattura, eccezion fatta per la computer grafica che, come nelle serie precedenti, resta qualcosa di avulso dal resto. Anche le colonne sonore sono molto belle e creano un tutt’uno con i disegni, la trama e le ambientazioni. Ghost Pain rappresenta il primo capitolo di una serie che, se manterrà la qualità mostrata in questo primo capitolo, sarà un assoluto spettacolo per tutti gli amanti dei film d’animazione di alto livello.

VideoRecensione


Trailer