Mobile Suit Gundam Age: Memory of Eden
7 Aprile 2014Mobile Suit Gundam Age: Memory of Eden è una miniserie in due puntate dedicate al rapporto tra i protagonisti della seconda saga di Mobile Suit Gundam Age!
I due OAV, infatti, mostrano con molta più cura e dovizia di particolare il rapporto di amicizia tra Asemu Asuno (figlio di Flit Asuno e pilota del Gundam Age 2 oltre che dell’Age 2 Dark Hound) e Zeheart Galette, protagonisti della seconda e terza saga della serie. Grazie ad un’accurata opera di taglio, oltre a scene inedite e a situazioni riscritte, i due OAV permettono di rivivere i dissidi, le ansie, le preoccupazioni, le difficoltà e i momenti indimenticabili che hanno permesso la nascita di un’amicizia così forte e indissolubile!
Scheda Oav
| Titolo Originale | Kidou Senshi Gundam AGE: Memory of Eden |
| Autore | Noboru Kimura |
| Regia | Shinya Watada |
| Sceneggiatura | Noboru Kimura |
| Character Design | Takuzou Nagano |
| Mecha Design | Kanetake Ebikawa |
| Studio | Sunrise |
| Musiche | Kei Yoshikawa |
| 1ª Proiezione | 26 Luglio 2013 |
Recensione
Amici scrivere una trama più corposa sarebbe stato nient’altro che riproporvi ciò che ho scritto nell’articolo di Gundam Age e sarebbe stato inutile poiché la trama è quella, così come gli archi narrativi coperti. Quello su cui mi voglio soffermare invece, è il peso del progetto e soprattutto quanto questa sia forse la parte più interessante di una serie che nel suo insieme è stata giustamente ampiamente criticata. Ritengo, infatti, che la seconda serie sia stata la migliore soprattutto per le motivazioni che hanno spinto Asemu e Zeheart a diventare amici e poi a combattersi con così tanto ardore. Grazie a Memory of Eden, a nuove scene e situazioni, lo spettatore può entrare ancora più all’interno delle dinamiche del rapporto di amicizia e rancore tra i due ragazzi e capire cosa ha mosso i loro passi. Di tutte e tre le saghe, la seconda è senz’altro quella più interessante proprio grazie alle difficoltà e alle contingenze che porteranno i due protagonisti a conoscersi e apprezzarsi, creare un legame indissolubile che li porterà poi alla sofferenza. Il fatto che Asemu e Zeheart siano di due “razze” diverse non sarebbe un problema per Asemu (ignaro della cosa all’inizio) se non fosse che l’obiettivo principale del suo amico è proprio di conquistare la Terra e riportare i Vagan al loro Eden. Giustamente Asemu si sentirà doppiamente tradito sia come amico sia come guerriero sul campo di battaglia, quando nei primi scontri sarà palese la differenza di forza a bordo di un Mobile Suit. Soltanto le formidabili capacità del Gundam renderanno le cose per Asemu più facili, altrimenti sarebbe stata messa in discussione addirittura la sopravvivenza del ragazzo. Il tradimento però sarà un nuovo punto di partenza per il ragazzo, porterà a un nuovo scopo ovvero quello di migliorarsi e Zeheart diverrà l’avversario da battere, ma non da abbattere. Asemu spera di sconfiggere il suo amico e fargli capire le sue ragioni, spera di poterlo far tornare sui suoi passi oltre che capire (o almeno provarci) le motivazioni del suo amico. Questa è la cosa che più fa soffrire Asemu: non la divergenza di opinioni o il fatto di combattere materialmente per la conquista di un pianeta a discapito dei propri abitanti, quanto il fatto di non essere stato ritenuto degno di fiducia o di una spiegazione. Magari aprirsi con lui e parlare delle sue origini avrebbe portato a una soluzione ma senza una chance, per il ragazzo non vi è stata sicuramente alternativa alla lotta. Memory of Eden ha il merito di farci provare empatia per Asemu e per Zeheart, e riuscirà a farci sentire anche il dissidio interiore di Zeheart, cosa abbia comportato ricoprire il suo ruolo. In questi due episodi (secondo soprattutto) è palese quanto sia stato doloroso percorrere la strada sulla quale il destino l’ha posto e di come fosse impossibile per lui cambiare strada. Ogni alternativa comportava un peso morale troppo grande, poiché tante vite gli erano state sacrificate per il conseguimento del loro obiettivo. Questo ci fa capire che noi non siamo completamente artefici del nostro destino e di quanto e come sia difficile dover agire quando sono in gioco responsabilità più grandi forse anche di noi!
Per quanto riguarda l’aspetto puramente estetico, Memory of Eden presenta luci e ombre che abbiamo già analizzato, con la grandezza delle animazioni e del mecha design e la perplessità che scaturisce dal character design.
Mobile Suit Gundam Age: Memory of Eden rappresenta forse l’unica serie che doveva essere creata e che ha senso, che riesce a trasmettere un fiume di emozioni pulsanti e vive, magistralmente raccontate, in grado di salpare dal porto della fantasia per approdare nel cuore dello spettatore appassionato!



