Batman – Child of Dreams
19 Settembre 2013La reporter Yuko Yagi vola a Gotham City con la sua troupe per girare un documentario un po’ particolare. Il soggetto? Il Cavaliere Oscuro di Gotham: Batman.
Trama
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Poco dopo il suo arrivo a Gotham, la troupe riesce ad infiltrarsi in un edificio in cui si è barricato Due Facce con un gruppo di persone in ostaggio; ma proprio quando Due Facce si accorge degli infiltrati, Batman fa la sua entrata in scena consegnandolo alla giustizia. Tuttavia Yuko, pur avendo ottenuto un filmato davvero esclusivo, vuole fare a tutti i costi una vera e propria intervista al Cavaliere Oscuro. Batman è però preso da ben altri pensieri: Due Facce, sarebbe dovuto essere rinchiuso ad Arkham, come sarà confermato successivamente; inoltre, l’uomo catturato muore improvvisamente e il suo corpo subisce un istantaneo processo di mummificazione. In seguito Batman si troverà a dover affrontare tutti i suoi più temibili avversari: il Joker, l’Enigmista, il Pinguino. Tutti, però, fanno la fine del falso Due Facce. Per quanto possano essere identici agli originali, i veri supercriminali affrontati da Batman sono rinchiusi ad Arkham. Inizia così, a seguito delle autopsie, ad aleggiare lo spettro di una nuova droga capace di mutare il DNA delle persone. Ma da dove viene questa droga? Ha qualcosa a che fare con l’arrivo di Yuko a Gotham? Sta a Bruce Wayne, anzi, a Batman scoprire i veri colpevoli e catturarli.
Scheda
Scheda Manga
| Titolo Originale | Batman: Child of Dreams |
| Autore | Kia Asamiya |
| Editore | Kodansha |
| Editore Italiano | Goen |
| Tankobon | 2 (Completa) |
| Genere | Seinen |
| Curiosità | Max Allan Collins ha curato l’adattamento occidentale. |
Recensione
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Un manga breve ma intenso, la storia è ben congegnata e si sviluppa in modo adeguato; non diventa pesante e, anzi, riesce a tenere sempre alto il livello di attenzione del lettore. Kia Asamiya riesce, ancora una volta, a creare un manga bello e avvincente ma anche molto introspettivo. Le droghe, le paure, le passioni e le ossessioni: questi sono i principali temi che emergono da un manga che riesce ad avvicinare occidente e oriente. Unica pecca è il disegno: in tipico stile anni novanta, l’autore non ha abbandonato lo stile di disegno usato per opere quali Dark Angel O Silent Möbius; un disegno caratterizzato da spalle larghe, gambe lunghe e mento particolarmente pronunciato, insomma, il disegno tipico dei primi anni novanta, un disegno che troviamo anche in opere come Shonan Junai Gumi di Tōru Fujisawa e che può tanto piacere quanto non.
Nel complesso, però, Batman: Child of Dreams rimane un manga bello e interessante adatto sia agli amanti del fumetto giapponese sia agli appassionati di comic americani: un’opera, quindi, che avvicina due diverse e distanti culture nel vero senso della parola.


