Steamboy
5 Aprile 2013Siamo in Inghilterra nella seconda metà dell’800, Ray, figlio dell’inventore Eddie Steam, in attesa del ritorno del padre e del nonno Lloyd (anch’egli inventore), si dedica alla creazione di innovativi macchinari per lo più a vapore.
Trama
Un giorno, però, a casa di Ray arriva un pacco spedito dal nonno contenente una strana sfera metallica e, poco dopo, si presentano alla porta due uomini appartenenti all’Ohara Foundation la quale si occupa della creazioni di armi all’avanguardia sfruttando le più innovative tecnologie. I due uomini chiedono a Ray di consegnargli la sfera ma il ragazzo si rifiuta, provocando la reazione dei misteriosi individui che cercano di appropriarsene con la forza. È a questo punto che arriva il Dr. Lloyd che cerca di tenere a bada gli uomini della Fondazione e dice a Ray che, a causa di quella sfera, Eddie, il padre, è morto. Ray inizialmente riesce a fuggire, ma, alla fine, viene rapito da altri dipendenti della Fondazione che utilizzano metodi decisamente poco ortodossi. Ray viene portato all’Ohara Foundation ed è qui che scopre che quella misteriosa sfera contiene vapore ad alta densità ed è quindi capace di sprigionare un’immaginabile energia. È così che inizia la battaglia contro la Fondazione al fine di impedirle di utilizzare la sfera per scopi malvagi ed è proprio in questa battaglia che Ray scopre che il padre Eddie non è morto!
Scheda
Scheda Film
| Regia | Katsuhiro Ōtomo |
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| Musiche | Steve Jablonsky |
| Produttore Italiano | Sony Pictures Home Entertainment |
| Curiosità | Dal film Katsuhiro Ōtomo ha tratto poi un manga, pubblicato in Italia dalla Star Comics. |
Recensione
Film del già noto Katsuhiro Otomo (Akira), Steamboy fu presentato nel 2004 alla 61ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Come in Akira, l’ambientazione è Steampunk (come ci suggerisce lo stesso titolo); la grande attenzione ai particolari fa sì che la rappresentazione risulti molto realistica, in particolare quella della Londra del XIX secolo e delle particolarissime macchine a vapore. È, infatti, proprio questo il periodo della rivoluzione industriale di cui ne narrano gli effetti disastrosi opere di autori quali Charles Dickens e John Ruskin. Il maestro Otomo, però, non si limita a mostrare gli innumerevoli danni che può causare l’uso smodato delle macchine (in questo caso) a vapore, ma mostra come questa grande energia abbia sconvolto la vita della famiglia Steam: è estremamente interessante il controverso rapporto che lega il Dr. Lloyd Steam, suo figlio Eddie Steam e suo nipote Ray. L’alternarsi di alleanze e conflitti mostrano sì la fragilità dell’uomo, ma anche la sua capacità di capire i propri sbagli e volervi porre rimedio. La trama e lo svolgimento risultano, inoltre, molto lineari e facilmente comprensibili, questo, però, può causare lo scontento dei fan di Akira che si aspettano un’opera simile a quella cui sono abituati; numerosi sono i colpi di scena e le scene d’azione che, così come possono tenere lo spettatore incollato allo schermo, rischiano di non creare quella tensione che dà un climax alla storia: è come se la storia si svolgesse sempre all’apice del climax che, appunto per questo, potrebbe, ad alcuni, sembrare assente. Eccezionale è la fusione di disegno e Computer Grafica: queste due tecniche riescono, in Steamboy, ad amalgamarsi alla perfezione tanto da sembrare un tutt’uno, non vi sono stridii, vi è solo un’animazione curata in modo magistrale. Determinazione, amore e follia sono i tre punti fondamentali di quest’opera mostrati, in pieno stile Otomo, su uno sfondo Steampunk di tutto rispetto.


