Dragon Ball Daima – Conclusioni Finali!

11 Marzo 2025 0 Di Akumetsu

A serie ultimata, ecco a voi le nostre Conclusioni Finali su Dragon Ball Daima, l’ultima serie creata dal sensei Akira Toriyama!

Dragon Ball Daima - Visual 02

Dragon Ball Daima – Visual 02

Dopo una prima recensione realizzata dopo la visione dei primi episodi, ecco cosa ne pensiamo della serie nel suo complesso.

Dragon Ball Daima - Goku SSJ4

Dragon Ball Daima – Goku SSJ4

Ed eccoci a parlare del finale di Dragon Ball Daima, una serie per la quale avevo grandissime aspettative, quasi totalmente disilluse…o forse no?
Qui di seguito cercherò di fare una riflessione profonda su Dragon Ball Daima ma per questo sarà necessario fare degli spoiler, per cui i periodi in cui ve ne saranno saranno contraddistinti dalla dicitura [SPOILER].

[SPOILER] In tutta onestà il finale di stagione mi aveva lasciato con un chiaro senso di delusione, nonostante la progressione dell’episodio mi avesse lasciato soddisfatto; vedere la nuova versione del Super Saiyan di 4° livello di Goku combattere contro Gouma è stato soddisfacente, soprattutto con quella Kamehameha che riesce non solo a trapassarlo ma addirittura a creare un varco tra i vari mondi demoniaci. Dico abbastanza in quanto, per l’ennesima volta l’Oculus Terziarium riesce nuovamente a ripristinare il morente re demone e soltanto l’intervento di …Majin Kuu riesce a mettere la parola fine allo scontro, seppur in maniera assurda.

Si giunge poi al finale, diviso in due parti: la prima che vede Majin Kuu diventare nuovo sovrano del regno demoniaco e aprire ad un governo in cui si farà affiancare da diverse figure, tra tutte Arinsu, ed una seconda parte in cui, nel tornare a casa, i nostri eroi scoprono dell’esistenza di altri due Oculus Terziarium.

Ora, alla luce di tutto ciò che è stato mostrato e dalle premesse create, definire Dragon Ball Daima una serie fantastica o straordinaria sarebbe mentire spudoratamente, a prescindere dall’affetto che vi leghi alla serie.
A mio avviso i problemi sono infatti molteplici, partendo dalla poca chiarezza nella natura dell’Anime stesso: se dall’inizio Akio Iyoku (storico editor di Shueisha e braccio destro di Akira Toriyama) ci avesse detto “è la versione di Akira Toriyama di Dragon Ball GT”, il progetto avrebbe avuto un tipo di attenzione diverso, soprattutto le aspettative sarebbero state diverse. Molti, come me, si aspettavano che la serie potesse essere stata creata per celebrare i 40 anni dell’Anime di Dragon Ball e sono certo che Iyoku-san non avrebbe dichiarato che Daima non è nata con questa intenzione se non ci fossero state le critiche e il malcontento generale che si è generato intorno ad essa.

Ritengo infatti che la mia delusione (ma penso sia qualcosa di ampiamente condivisibile) sia nel fatto che le mie aspettative fossero un ulteriore ampliamento della serie nata con il nuovo corso di Dragon Ball con Super e tutte le sue interazioni che hanno dato nuova linfa e attenzione alla creazione di Toriyama-sensei, non soltanto nei vecchi fan come me , ma anche nelle nuove generazioni. Personalmente, quindi, credevo che Daima sarebbe stato un nuovo capitolo in continuity, a maggior ragione visto che i primi due episodi ampliano la conoscenza globale del mondo di Dragon Ball, così come accaduto anche nel corso dell’intera serie, spiegando le origini dei Namecciani, dei Glindiani, la vera natura di Majin Buu e della creazione del multiverso per come lo conosciamo.
Scoprire che tutto questo non è altro che un progetto parallelo, come un Super Dragon Ball Heroes, mi ha deluso molto, ma al tempo stesso mi ha fatto riflettere anche su cosa sia allora Dragon Ball Daima, arrivando alla conclusione che è la serie di Akira Toriyama in tutto e per tutto.

Seguitemi in questo ragionamento: pensate alle motivazioni che avevano portato alla nascita di Dragon Ball GT, ovvero riproporre il primo Dragon Ball, e pensate anche a Daima in questa chiave: tutto torna!
Se ci riflettete bene, il primissimo Dragon Ball, sia esso il Manga originale o il suo adattamento animato, era quasi totalmente Akira Toriyama in purezza, il creatore di Dr. Slump, ovvero un gag Manga di base, che si arricchiva di una chiave shonen classica.
La storia era molto basica, vedeva come protagonista un ragazzino fortissimo, smaliziato e dal buon cuore, con la coda, vissuto fuori dal mondo da che ha ricordi, che vuole poi diventare il combattente più forte del mondo e si allena per farlo.
Scopre un mondo fatto di animali e dinosauri antropomorfi, alcuni in grado addirittura di trasformarsi, di gente gigantesca, con tecnologie futuristiche e geni del male, di sfere in grado di esaudire i desideri e divinità….tutto questo nella stessa serie.
Prima che Dragon Ball si evolvesse in Dragon Ball Z, cioè prima che prendesse una connotazione molto più legata ai combattimenti e diventasse uno shonen in tutto e per tutto, Dragon Ball era molto più scanzonato, senza tutte le spiegazioni logiche, i livelli di potere ecc. Ad esempio, se pensate a Goku che diventa uno scimmione gigante, nessuno si era mai posto il problema né si era mai provato a dargli una spiegazione; così come quando il maestro Muten che riusciva a diventare improvvisamente muscolosissimo stile All Might, il terzo occhio di Tensing e potrei farvi anche tanti altri esempi.
Ho sempre sostenuto che Dragon Ball Super, partendo dai primi adattamenti cinematografici a tutte le sue interazioni fossero molto più in stile Toriyama perché il sensei ha portato molto di quello spirito, di quel divertimento e di quel legame al combattimento inteso come arte marziale e non come dimostrazione di forza fine a se stessa. Certo Toei Animation ha creato tutta una struttura ormai amata dai fan alla quale il sensei non poteva sottrarsi, ma se pensate a Zeno e tutte le sue interazioni, la coralità, le evoluzioni separate di Goku e Vegeta…è tutto molto più “toriyamesco”.
Ora, partendo da ciò che vi ho scritto finora, troverete che Dragon Ball Daima è in pieno stile Toriyama: Goku fa battute sulla sua cacca, non si fa problemi a mangiare le cose più raccapriccianti, il suo sbalordirsi per il mondo che lo circonda e anche il modo di combattere contro il 3° Tamagami prima e Majin Duu poi: è il Goku della prima serie di Dragon Ball, così come anche Gouma che è il nuovo Pilaf, il fatto che anche quando diventa gigantropico mantiene il suo essere buffo ed esilarante nel voler essere più cattivo di quello che può, e…il non spiegare nulla!

[SPOILER] Una delle cose che ha fatto infervorare il web e infastidito me ad esempio è stata la gestione approssimativa dei personaggi.
La storia costruisce delle premesse che quasi mai vengono poi confermate, cosa che alla fine mi ha lasciato davvero deluso.
Glorio che sin da subito è il villain segreto, che fa il doppio gioco, che lavora per Arinsu…senza un legame che non sia la mera “professionalità” (mentre il web si dilettava a creare illazioni sul loro legame); Neva sembra sin dalle prime battute anche lui un villain estremamente pericoloso, soprattutto quando si scopre essere il più grande Namecciano mai esistito. Alla fine della serie finirà per essere un vecchietto mezzo rincitrullito con tante buone intenzioni e scarsa capacità comunicativa; Arinsu è forse la più grande villain della serie: trama contro tutti, ordisce piani e tranelli, crea ben due Majin dai resti di Majin Buu, vuole far si che il makai sia temuto in tutto il multiverso…salvo poi essere additata per “buona” per aver fornito un’informazione valida ai nostri beniamini.
Vogliamo poi parlare di personaggi sviliti come Piccolo e Shin? Totalmente inutili dall’inizio alla fine!
Arriviamo poi alla parte che ha più confuso, a maggior ragione nell’ottica del provare a collegare questa serie alla continuity di Dragon Ball: le nuove trasformazioni di Goku e Vegeta.

[SPOILER]Vediamo infatti il principe dei Saiyan riuscire a raggiungere il 3° livello, cosa mai mostrata in Dragon Ball Super (ma fin qui ci potrebbe stare visto che Vegeta non combatte mai, come fa Goku, contro Beerus)…e fin qui si poteva ancora porre la serie in continuity. Il vero problema è stato il tanto amato/odiato Super Saiyan 4 di Goku.
Se sull’aspetto grafico/estetico le valutazioni sono soggettive, mentre dal mio punto di vista, la sua nascita e costruzione è totalmente fallace.
Goku sta per essere sconfitto da Gouma quando interviene Neva che gli dona un potere; ora da ciò che viene mostrato lo spettatore è orientato a credere che il Namecciano abbia immesso in lui qualcosa, o che gli abbia sbloccato qualcosa (tanto che nel trasformarsi gli torna la coda, che riesce anche ad usare abilmente). Invece, alla fine dell’episodio in un battibecco con Vegeta, il nostro Goku ammette che dopo il combattimento contro Majin Buu si è allenato tanto, riuscendo a raggiungere questa nuova forma.
Dato che in Super questa forma non viene mai menzionata, questa informazione sancisce, definitivamente, la non appartenenza di Dragon Ball Daima alla continuity di Dragon Ball, tagliando di conseguenza di netto ogni informazione sulla lore che la serie ha impartito allo spettatore per 20 episodi.
Vogliamo poi parlare degli altri due Oculus Terziarium nel negozio del Terzo Mondo Demoniaco? Una soluzione che mi ha fatto cascare le braccia!

Da tutto ciò la riflessione che mi faccio è la seguente: qual’è stata la valenza di espandere così tanto l’universo narrativo della serie, se tutto ciò che viene mostrato non si collega alla serie principale? Quale scellerata idea può essere far ragionare i fan di Dragon Ball su quanti demoni si siano incontrati finora data l’informazione che “gli esseri dalle orecchie a punta sono demoni o loro discendenti” quando poi è qualcosa che è destinato a rimanere solo in questa serie?

Insomma alla luce di quanto emerso nel corso della serie e nel finale, ci sono alcune considerazioni finali da fare per tirare una linea e riuscire a valutare Dragon Ball Daima.
Se la serie fosse un grandissimo screen test (stile Film di Dragon Ball Z) allora tutto ha senso proiettandoci nel futuro, ovvero Akio Iyoku valuterà ciò che è più stato apprezzato dai fan, per poi svilupparlo in maniera coerente nel seguito della serie.
Qualora invece Daima fosse un what if o una side story, allora Toei e Iyoku-san sono stati molto poco onesti, presentando ai fan di Dragon Ball un prodotto che sapevano avrebbero visto a prescindere, senza strutturarlo né integrarlo col resto. Chi invece non conosce Dragon Ball può farsi comunque un’idea della serie di Toriyama e provare così a recuperare il resto.

Non posso negare le emozioni che Dragon Ball Daima mi ha dato e dal punto di vista tecnico è una delle migliori serie del franchise mai prodotto; purtroppo però la serie disattende tutte le aspettative legate alla trama e ai collegamenti, lasciandomi un profondo senso di delusione.
Di conseguenza Dragon Ball Daima è assolutamente una serie di Akira Toriyama nell’animo ma non si può considerare una vera serie di Dragon Ball o comunque deve essere vista senza alcun tipo di aspettativa verso il futuro.
Una vera delusione, divertente e leggera, ma comunque una parentesi in un universo molto più grande ed importante.