Suzume
12 Dicembre 2023Preparatevi ad un viaggio incredibile a cavallo tra due mondi, tra dovere e volere, tra razionalità e sentimenti in Suzume!
Trama
Suzume è una adolescente che vive nella prefettura di Miyazaki, in un bellissimo paesino marittimo. La sua vita viene totalmente stravolta dall’incontro, per puro caso, di un bellissimo ragazzo che le chiede un’informazione circa delle rovine che si troverebbero in zona.
Nonostante dovesse andare a scuola, la ragazza decide di tornare indietro per parlare con il ragazzo, dirigendosi verso l’unico luogo simile al luogo indicatogli, ovvero il vecchio villaggio termale ormai abbandonato.
Proprio in questo luogo, in cui il tempo sembra essersi fermato, viene attratta da una porta posta nel mezzo del nulla che, una volta aperta, le apre la vista su di uno spazio meraviglioso, quasi onirico, ricco di calore e di stelle splendenti. Varcata quella soglia però, Suzume si trova nuovamente nel villaggio, dall’altra parte della porta, come se nulla fosse successo anche provando e riprovando ad accedere nuovamente a quel luogo.
Al di là della porta, però, trova una sorta di statua votiva molto particolare che, una volta estratta dal suolo, prende vita, diventando un gattino e scappando via; i veri problemi iniziano il giorno dopo quando, guardando fuori dalla finestra della sua classe, scorge del fumo rosso cupo emergere dalla montagna e che sembra essere la solo a vedere.
Riconoscendo che il fumo proviene dal villaggio dove lei è stata il giorno prima, Suzume ci si fionda a dispetto delle scosse di terremoto avvertite in tutta la città; al suo arrivo alla porta trova il ragazzo che aveva visto il giorno prima che prova a chiudere la porta, dalla quale proviene il fumo rosso che, diventato un gigantesco verme, è pronto ad abbattersi sulla città.
Con il suo aiuto i due riescono ad evitare il peggio, scoprendo poi che il ragazzo si chiama Souta ed è l’ultimo discendente dei Chiudiporta (tojishi), persone in grado di chiudere le ushirodo (porte sul retro) che conducono al tokoyo (l’altrove). Mentre i due stanno parlando irrompe quello che sembra un innocuo gattino che, dopo essere stato nutrito da Suzume, inizia a parlare rivelando la sua vera natura: lui è un kaname ishi, una pietra di volta, una vera e propria divinità che decide di legarsi a Suzume e, proprio per questo, maledice Souta, trasformandolo nella sediolina tanto cara alla ragazza.
Comincia così il viaggio di Suzume e Souta per il Giappone all’inseguimento della dispettosa divinità rinominata Daijin che semina sventure al suo passaggio, mettendo a dura prova la pazienza ma soprattutto la vita dei nostri giovani Chiudiporta.
Scheda
Scheda Film d’Animazione
| Titolo Originale | Suzume no tojimari |
| Regia | Makoto Shinkai |
| Sceneggiatura | Makoto Shinkai |
| Character Design | Masayoshi Tanaka |
| Produttore | CoMix Wave Films |
| Distributore Italiano | Sony Pictures Entertainment Italia |
| Musiche |
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| Curiosità | Suzume è stato distribuito nei cinema italiani da Sony Pictures Entertainment Italia a partire dal 27 aprile 2023 |
Recensione
Amici, Suzume è un Film a dir poco stupendo che meritava, assolutamente, una proiezione cinematografica.
Suzume è la dimostrazione, ancora una volta, del talento immenso di Makoto Shinkai che ancora una volta, restando fedele ai temi cari della sua narrativa, presenta una storia che fonde alla perfezione sentimenti, sovrannaturale ed avventura, con una coppia di protagonisti quanto mai convincenti, paragonabili solo a Mitsuha e Taki di Your Name.
La trama presenta allo spettatore un viaggio verso l’ignoto ma anche nei meandri del proprio animo, portando la protagonista Suzume a far emergere un trauma forse mai veramente superato o comunque non nella giusta maniera, oltre ad un viaggio nella tradizione giapponese, che si lega a doppio filo con lo spiritismo.
L’altrove, il verme che porta sventure e morte nei territori in cui si manifesta e la figura dei chiudiporte raccontano di un legame tra uomo e natura, tra uomo e divinità e uomo e sé stesso in realtà che si sta lentamente cancellando. Andare avanti nel futuro non deve essere a discapito della cancellazione del passato, nel perdere i ricordi di ciò che è stato, di chi c’è stato prima di noi; la figura ormai mitologica del chiudiporte è in realtà araldo del legame tra umano e divino, che viene alimentato anche dai sentimenti generati dai ricordi che finiscono nell’altrove insieme alle anime di coloro che sono vissuti su questa terra e che finiscono per generare questa energia negativa alimentata dal risentimento generato dall’oblio.
Questo concetto fantastico, estremamente malinconico nonché romantico si lega alla relazione che si instaura tra i due protagonisti; banalmente tutto nasce dal colpo di fulmine che Suzume prova per Souta incrociandolo mezza volta per strada ma la costruzione di ciò che verrà dopo è davvero molto ben fatto. La trasfigurazione di Souta in sediolina consentirà ai due di conoscersi a prescindere dal bell’aspetto del ragazzo che è stato l’elemento che ha attratto la giovane ragazza, permettendo una conoscenza autentica e profonda. I due si confideranno i loro sogni, apriranno il loro cuore al loro passato e questo viaggio nei sentimenti condurrà lo spettatore a conoscere due personaggi dai caratteri forti, determinati, a volte anche troppo per gli standard della nostra quotidianità, ma comunque bellissimi. Suzume e Souta finiranno per riscoprirsi molto più vicini di quanto potessero immaginare, nonostante le loro differenze e proprio grazie a queste ultime apprezzarsi ancora di più.
La componente d’avventura, in quello che diventa un vero e proprio road movie, è davvero molto bella: le vicissitudini che vivranno, le persone che incontreranno ed il legame che Suzume creerà con le persone che le daranno una mano, di città in città, è semplicemente fantastico; il viaggio è crescita, le relazioni ci permettono di migliorare e migliorarci, soprattutto se riusciamo a guardare il mondo anche dal punto di vista dell’altro e non più solo dal nostro.
Non parliamo poi della componente d’avventura, intensa, bellissima, con poche scene dall’impatto fortissimo, rese ancora più d’impatto da Daijin che, con il suo aspetto innocente ma dallo sguardo perfido, porterà Suzume e Souta sempre più al di là del limite, quasi a volerne misurare il punto di rottura.
Il finale è semplicemente straordinario, con un livello di pathos incredibile, tanto da essere risultato impossibile per me, non versare delle lacrime di commozione.
Dal punto di vista tecnico, Makoto Shinkai conferma e migliora le sue capacità artistiche, seppur aumenti ancora di più la componente della computer grafica che rimane un elemento omogeneo del prodotto. Per il resto le animazioni sono fantastiche, estremamente naturali, una cura del dettaglio, dei colori, dei riflessi di luce a dir poco maniacale che restituiscono un Film meraviglioso anche solo da vedere prescindendo da qualsiasi altro elemento. Il fatto di riuscire a lavorare con lo stesso staff con cui ha realizzato Your Name. e Weathering with You è senz’altro stato prezioso, portando comunque ad una crescita piuttosto che basarsi unicamente sui livelli raggiunti nelle precedenti opere.
Suzume è un film perfetto? Assolutamente no, infatti non è esente da difetti: il primo, forse quello più palese, è da ricondursi nella trama che esplode sin da subito, senza alcun tipo di introduzione o prologo: in pochi minuti lo spettatore viene catapultato nell’azione, senza aver avuto modo di capire chi sono i protagonisti né il contesto in cui si sta sviluppando la trama. Altro possibile difetto è da ritrovare nel fatto che il film presenta diverse forzature, come il fatto che Suzume ha trovato solo persone ben disposte nei suoi confronti, che la accolgono nelle loro vite come se fosse la cosa più normale e naturale del mondo, così come il fatto che la protagonista femminile si lanci in questa avventura senza curarsi della sua vita, senza pensarci su due volte forse anche andando contro lo spirito di autoconservazione.
In definitiva Suzume è una perla, uno di quei Film spettacolari e magnifici che meritano di essere visti, conosciuti e soprattutto amati; forse non raggiunge ancora i livelli di Your Name. o Summer Wars, ma è comunque uno dei migliori titoli che abbia mai creato Makoto Shinkai.




