The Seven Deadly Sins – Il Giudizio del Drago
13 Agosto 2021The Seven Deadly Sins: Dragon’s Judgement (Il Giudizio del Drago) è la quarta ed ultima stagione dell’adattamento del Manga di Nakaba Suzuki.
Trama
La serie vede proseguire il percorso che dovrebbe portare Meliodas ad ereditare tutti i 10 comandamenti ed ottenere così il potere del Re dei Demoni, con il quale potrà sconfiggere il padre e soprattutto rompere la maledizione della sua amata Elizabeth.
Nel frattempo però i suoi compagni proveranno ad arrestare questo processo, temendo che Meliodas possa perdere sé stesso, contrastati però da Zeldris ed i suoi fedeli Demoni Primordiali.
Potranno quindi solo sperare che Ban, condotto da Merlin nel Purgatorio, possa ritrovare l’essenza di Meliodas e condurlo di nuovo a sé prima che il processo sia completo.
La missione di Ban sarà però molto più ardua di quanto possa immaginare, a maggior ragione perché il Re dei Demoni stesso segue con attenzione le sue mosse.
Scheda
Scheda Anime
| Titolo Originale | Nanatsu no Taizai: Fundo no Shinpan |
| Autore | Nakaba Suzuki |
| Studio | Studio DEEN |
| Musiche | Hiroyuki Sawano |
| Produttore Italiano | Netflix |
| Episodi | 24 (Completa) [Vai a Lista Episodi] |
| Curiosità | A Luglio 2021 Netflix ha pubblciato globalmente i primi 12 episodi della serie, che è già stata completamente mandata in onda in Giappone. |
Recensione
Amici, questa quarta ed ultima stagione di The Seven Deadly Sins è un po’ croce e delizia per me, in quanto pregi e difetti si bilanciano alla perfezione, rendendo la serie niente di magistrale, ma neanche qualcosa da evitare.
Partiamo con ordine, ovvero la Trama, molto ricca, ricca di colpi di scena, con un fitto intreccio di sottotrame che però finiranno per essere magistralmente districate, portando la serie ad una soddisfacente conclusione.
La serie porterà alla luce il passato di tutti i Sette Peccati Capitali e non solo, potendo finalmente avere il quadro completo di ciò che è accaduto nel passato, oltre a poter capire le dinamiche che hanno condotto alla guerra tra Clan dei Demoni, Clan delle Dee e degli uomini a scontrarsi.
Belli i colpi di scena, gli scontri, ma alla fine diventano dannatamente ripetitivi, semplicemente cambia la scala di forze in campo: i due scontri contro il Re dei Demoni, per non parlare del finale che coinvolge anche il redivivo Arthur…questa serie ci ha donato scontri molto più avvincenti e soddisfacenti, epico ad esempio quello tra Escanor e Estarossa ad esempio.
Il problema di fondo, oltre alla ripetitività negli scontri, è anche nelle motivazioni, riconducendo tutti i legami tra i personaggi al 95% dettati dall’amore; Meliodas ed Elizabeth, Ban ed Elaine, Escanor e Merlin, Merlin ed Arthur (ed un altro personaggio a sorpresa che si scopre bel finale), King e Diane, addirittura tra i Dieci Comandamenti (più di uno, di cui uno sconvolgente) …per non parlare delle relazioni amorose tra i personaggi di contorno.
Una quantità immane di amori, corrisposti e non, che finiscono per fare diventare questo The Seven Deadly Sins un dramma amoroso, in cui l’amore vince ma vince anche la banalità!
Non voglio sembrare un cinico senza cuore, anche perché non lo sono affatto, però l’amore diventa l’elemento fondamentale dello sviluppo della serie; se da una parte l’autore vuole dimostrare che la forza dell’amore può vincere su tutto (ed è un bellissimo messaggio anche di integrazione, di superamento delle differenze) è altrettanto vero che oscura tutto ciò che la serie ha rappresentato fino ad un paio di anni fa (facendo riferimento sempre all’Anime). L’impressione è che ci siano sempre i legami di amicizia tra i protagonisti, ma che diventano secondari rispetto all’amore provato dalle varie coppie, quando per tutto ciò che hanno vissuto meriterebbe come minimo di essere degnamente rispettato.
La mia sensazione è che si sia dato troppo spazio al romanticismo, a questo sentimento, rispetto a tutti gli altri: naturalmente questo può anche essere considerata una evoluzione narrativa, portando Meliodas dall’essere uno scanzonato maniaco ad innamorato millenario della sua amata Elizabeth, il che non è un male, ma avrei personalmente preferito se parte di quella leggerezza oltre al legame di fratellanza, non fosse stato in parte oscurato.
Poi anche io ho apprezzato tantissimo alcuni di questi amori, in egual misura perché tutti molto particolari, ma la dichiarazione di Escanor a Merlin resterà qualcosa di a dir poco struggente, che mi ha fatto venire le lacrime!
Alcuni colpi di scena poi saranno davvero micidiali, mentre vi dirò che proprio la parte finale che vedrà protagonista Arthur non l’ho proprio capita, né apprezzata: cioè ai fini della trama, di fondo, questo non cambia praticamente niente, non aggiungendo o togliendo nulla a tutto ciò che era stato mostrato.
Per ciò che concerne l’aspetto tecnico, la serie è nettamente migliorata rispetto allo sfacelo della stagione precedente, dimostrando che lo Studio Deen ha capito i propri errori: ci sono alcuni cali, frequenti cali di cura, ma non disastrosi come nella precedente stagione.
Il finale poi è pienamente soddisfacente, giusto, anche se il fatto di dover per forza lasciare uno spiraglio per un eventuale continuo è qualcosa che non lo apprezzo, a maggior ragione come avviene in questo caso e come è avvenuto con Bleach e Naruto; preferisco che se una serie debba continuare, lo faccia attraverso i suoi interpreti originali, non delle loro versioni rivedute e corrette!
In sostanza i punti oscuri di questa serie sono in parte più personali che oggettivi, quindi non mi sento di poter sconsigliare questa serie, a maggior ragione per chi ha seguito l’Anime per tutto questo tempo che si troverà di fronte ad una serie che gli darà degna e piena conclusione. Personalmente però non ritengo che questa sia la migliore espressione di The Seven Deadly Sins, che nel complesso ha il pregio di essere un titolo diverso, nettamente, rispetto al panorama di shonen, con personaggi unici ed un’ottima costruzione.
Onestamente però sono rimasto un po’ con l’amaro in bocca perché per i miei gusti si è scaduti un po’ nel banale e nel melenso, cercando di accontentare tutti e perdendo in parte quella unicità che la serie ha avuto nettamente per un 60-65% della serie.
Resta un’ottima serie, che non sconsiglio ma che personalmente è scemata, in parte rinnegando sé stessa.




