The Sky Crawlers – I Cavalieri del Cielo
5 Dicembre 2017Ragazzi che non crescono mai, una guerra che prosegue da sempre: The Sky Crawlers – I Cavalieri del Cielo vi porterà in un universo parallelo, ma è davvero così differente dal nostro?
Trama
Siamo in un presente alternativo dove i Paesi vivono in una guerra che sembra continuare da ormai tempo immemore. Tuttavia, a combattere non sono esattamente gli uomini, ma dei ragazzi chiamati kildren, ovvero ragazzi che vivono una perenne adolescenza, creati unicamente per andare in guerra. I kildren non invecchiano, e possono morire solo se uccisi, sono le armi perfette e Yuichi Kannami, il protagonista è uno di loro. Yuichi entra in un gruppo di piloti di aerei della Rostock, industria bellica nipponica che affianca la Confederazione Europea contro quella Americana, e, così come i suoi compagni, vive un’esistenza ripetitiva, quasi fosse un continuo déjà-vu in cui non puoi non porti domande esistenziali a cui, forse, questa volta sarà possibile dare risposta.
Scheda
Scheda Film
| Titolo Originale | Sky Crawlers |
| Regia | Mamoru Oshii |
| Soggetto | Hiroshi Mori |
| Sceneggiatura | Chihiro Itō |
| Studio | Production I.G |
| Anno | 2008 |
| Musiche | Kenji Kawai |
| Produttore It. | Dall’Angelo Pictures |
Recensione
The Sky Crawlers – I Cavalieri del Cielo è un film estremamente ricco di significato; partiamo però, subito, con le avvertenze: non si tratta di un film leggero, è un film fondamentalmente lento, con toni pacati e sommessi che contrastano fortemente con le situazioni narrate. Detto questo passiamo a parlare della straordinarietà di questo lungometraggio in cui è palese il tratto del grande Mamoru Oshii; infatti, proprio grazie alla pacatezza della narrazione e alla quasi apatia dei personaggi, che però sono in guerra, combattono ogni giorno a bordo dei propri aerei rischiando di morire, che quindi vivono un’esistenza che dovrebbe essere frenetica, lo spettatore si trova proiettato in un mondo che appare quasi surreale. Immedesimarsi a pieno nei protagonisti è impossibile, ma la distanza che si crea tra loro e lo spettatore è la stessa che si percepisce tra i personaggi stessi, è sempre tutto così strano, così indefinito, così inspiegato, ma proprio in questo modo, paradossalmente, Mamoru Oshii riesce a far vivere allo spettatore le stesse emozioni e sensazioni di Yuichi e i suoi compagni.
Due sono i temi principali: la guerra e la vita, e sono entrambi trattati con estrema delicatezza riuscendo, però, a trasmettere messaggi chiari e forti. L’insensatezza della guerra e la sua funzione indispensabile per l’umanità, l’uso in battaglia dei kildren e il valore della loro vita raffrontato a quello di una vita umana, queste sono le tematiche principali di questo film su cui qualunque spettatore non potrà fare a meno di riflettere




