Ghost in the Shell – L’attacco dei Cyborg
17 Settembre 2013Ghost in the Shell – Innocence (noto anche come L’attacco dei cyborg) è il secondo adattamento cinematografico della serie Ghost In The Shell!
Trama
Sono passati ormai mesi dalla scomparsa del maggiore Kusanagi e Batou sembra non essersi ancora completamente ripreso dall’accaduto, soprattutto perché per lui il maggiore rappresenta un modello da seguire. Ora il suo partner è Togusa e sembra difficile il loro affiatamento, a causa della differenza caratteriale e per l’approccio alle indagini. La sezione 9 si trova, però, ad affrontare un caso estremamente complesso e clamoroso: una nuova serie di ginoidi sperimentali (androidi dalla forma di giovane donna utilizzati come strumento sessuale) dell’industria Locus Solus, stanno cominciando a uccidere i loro proprietari, trasgredendo così alle leggi della robotica. Le vittime per adesso sono otto ma il numero è destinato a crescere. Subito dopo gli attacchi le ginoidi si autodistruggono, come se tornassero in se; le prime analisi mostrano che la causa è da attribuire a un virus a provocare l’anomalia omicida. Quello che la Sezione 9 deve scoprire è principalmente l’origine del virus e il suo creatore, scoprire se può diffondersi anche ad altri robot e ginoidi e le motivazioni dietro questa serie di attacchi! L’indagine sarà molto tortuosa e difficile e spingerà tanto Batou quanto Togusa al limite estremo della loro resistenza.
Scheda
Scheda Film
| Titolo Originale | Inosensu |
| Regia | Mamoru Oshii |
| Soggetto | Masamune Shirow |
| Sceneggiatura | Mamoru Oshii |
| Character Design | Hiroyuki Okiura |
| Studio |
|
| Musiche | Kenji Kawai |
| Produttore Italiano |
|
| Reti Italiane | Rai 4 |
| Anno | 2004 |
| Curiosità | Il Film è basato sul sesto capitolo del Manga originale Robot Rondo. Importantissima la presenza dello Studio Ghibli che ha coprodotto la pellicola! |
Recensione
Questa serie è fantastica e segue fedelmente le dinamiche della serie manga di Masamune Shirow. Anche in questo caso la mano del maestro Oshii si nota, anche grazie alla disponibilità economica messa a disposizione per la realizzazione di questo Film. La maestria con la quale è stata realizzata questa pellicola è stata tale da farlo entrare nella selezione ufficiale del Festival di Cannes 2004 risultando il sesto film d’animazione nella storia del festival a essere in concorso. A questo Film manca un po’ di dinamicità rispetto al titolo precedente, complice anche la mancanza (quasi totale) dell’aggraziata e sinuosa Kusanagi, e l’approccio molto più rude e spietato di Batou (che si comporterà come una macchina da guerra impietosa e spietata), però è forse ancor più introspettivo e profondo del precedente capitolo. In questo Film infatti, si sottolinea ancor più fortemente quanto la tecnologia della società di GITS abbia trasceso l’essere umano stesso e quanto si sia assottigliata il limite tra essere umano e androidi. I nuovi tipi di ginoidi, infatti, sono talmente ben fatte e umane, nei modi più che nell’aspetto, da obbligare quasi le persone a rivedere nuovamente le differenze sostanziali esistenti tra queste due “razze”. Lo scienziato della scientifica che analizza i corpi delle ginoidi omicide, definisce “suicidi” le distruzioni dei robot, mentre Togusa sottolinea come questa definizione sia erronea e associabile solo agli esseri umani. Il dibattito morale\filosofico\antropologico sarà così sferzante e forte da lasciare allibiti. Anche il confronto con il pirata informatico Lee metterà a nudo le crepe esistenti nella morale e nella concezione del genere umano; l’esplorazione dell’animo umano risulterà alla fine del Film, un passo fondamentale per la vera evoluzione della nostra specie. Anche la presenza velata e poi concreta del maggiore Kusanagi sarà importantissima, anche per la sua nuovissima versione di se stessa, dopo ciò che le è accaduto nel finale del precedente capitolo (non vi preoccupate non ve lo scrivo). La sua coscienza sarà una sorta di faro, di esempio lampante della necessità di un cambiamento e di modifica o meglio di adattamento dei propri orizzonti!
Sotto l’aspetto puramente stilistico quest’opera è ancora superiore alla precedente, con un utilizzo della Computer Grafica nettamente migliorata e una cura particolare per le ambientazioni e gli altri individui, rilevanti o meno.
In definitiva anche questo capitolo della saga di GITS si dimostra una pietra miliare non solo del genere cyberpunk, ma dell’animazione giapponese in generale. Certo ha l’unico limite di essere ristretto al pubblico che ha già visto il primo Film, ma in definitiva non è altro che un ulteriore motivazione per vedere anche il primo.


